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Certificazione APE: procedura e classi energetiche

Guida operativa alla redazione dell'Attestato di Prestazione Energetica: dalla procedura di sopralluogo al calcolo secondo UNI TS 11300, dalle classi energetiche A4-G al deposito presso il catasto energetico regionale.

1La procedura di certificazione: dall'incarico al rilascio

La procedura di certificazione energetica si articola in una sequenza di fasi ben definite, dalla ricezione dell'incarico fino al rilascio dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE) e al suo deposito presso il catasto energetico regionale. Il certificatore energetico, che deve possedere i requisiti di qualificazione e indipendenza previsti dal DPR 75/2013, avvia il processo con la raccolta della documentazione tecnica disponibile relativa all'edificio: elaborati progettuali, relazioni tecniche ex legge 10/91, libretti di impianto, eventuali attestati precedenti e dati catastali.

Il sopralluogo rappresenta una fase irrinunciabile della procedura di certificazione, come espressamente prescritto dalle Linee guida nazionali (DM 26/06/2015). Durante il sopralluogo, il certificatore deve verificare la corrispondenza tra la documentazione tecnica e lo stato di fatto dell'edificio, rilevare le caratteristiche dell'involucro (strutture opache, serramenti, schermature), degli impianti termici (generatore, terminali, regolazione) e delle fonti rinnovabili eventualmente presenti. Il sopralluogo deve essere documentato con fotografie e appunti che attestino l'avvenuta verifica in loco.

Qualora la documentazione tecnica non sia disponibile o sia insufficiente, il certificatore deve procedere a rilievi diretti e a stime ragionate delle caratteristiche costruttive dell'edificio. Le norme UNI/TR 11552 (abaco delle strutture opache) e le banche dati delle trasmittanze dei serramenti per epoca costruttiva forniscono riferimenti utili per la caratterizzazione delle strutture in assenza di dati progettuali. Il livello di approfondimento della raccolta dati influisce direttamente sulla metodologia di calcolo applicabile e, di conseguenza, sull'accuratezza del risultato.

Le Linee guida nazionali prevedono tre metodi di calcolo di riferimento: il metodo da progetto (asset rating di progetto, basato sui dati progettuali dell'edificio come costruito), il metodo da rilievo sull'edificio (asset rating da rilievo, basato su sopralluogo e rilievo geometrico-costruttivo) e il metodo da certificazione (tailored rating, basato sui consumi energetici reali). Per gli edifici residenziali esistenti con superficie utile inferiore a 200 m2, è inoltre ammesso un metodo semplificato che utilizza il software DOCET sviluppato da ENEA e CNR.

Al termine dell'elaborazione dei dati, il certificatore compila l'APE secondo il formato standardizzato definito dalle Linee guida, indicando la classe energetica dell'edificio, gli indici di prestazione energetica globale (rinnovabile e non rinnovabile), le raccomandazioni per il miglioramento della prestazione energetica e le informazioni relative all'involucro e agli impianti. L'APE così redatto deve essere firmato digitalmente dal certificatore e trasmesso al catasto energetico della regione competente per territorio entro 15 giorni dal rilascio.

La corretta esecuzione della procedura di certificazione è presidiata da controlli di qualità a campione effettuati dalle regioni o dagli organismi da esse delegati, come previsto dal DPR 75/2013. I controlli possono comportare la verifica documentale dell'APE, la ripetizione del sopralluogo e del calcolo, e possono condurre a sanzioni a carico del certificatore in caso di non conformità. Il certificatore è inoltre soggetto a responsabilità civile e penale per le dichiarazioni contenute nell'attestato.

2Metodologia di calcolo: la serie UNI TS 11300

La serie normativa UNI TS 11300 costituisce il riferimento tecnico nazionale per il calcolo della prestazione energetica degli edifici e si articola in sei parti, ciascuna dedicata a un aspetto specifico del bilancio energetico. La UNI TS 11300-1 riguarda la determinazione del fabbisogno di energia termica utile per il riscaldamento e il raffrescamento dell'edificio, basandosi su un modello di calcolo mensile quasi-stazionario derivato dalla norma europea UNI EN ISO 52016.

La UNI TS 11300-2 disciplina il calcolo del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti degli impianti per la climatizzazione invernale, la produzione di acqua calda sanitaria e la ventilazione meccanica. Questa parte della norma è fondamentale per la determinazione dell'indice di prestazione energetica dell'edificio, poiché trasforma il fabbisogno di energia termica utile (calcolato nella parte 1) in fabbisogno di energia primaria, tenendo conto delle perdite e dei rendimenti dei sottosistemi impiantistici.

La UNI TS 11300-3 tratta la determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva, considerando le prestazioni dei sistemi di raffrescamento (pompe di calore in ciclo inverso, gruppi frigoriferi, sistemi di free-cooling). La parte 4 disciplina l'utilizzo di fonti rinnovabili e altri metodi di generazione, fornendo i metodi di calcolo per solare termico, fotovoltaico, pompe di calore, cogenerazione, teleriscaldamento e biomassa.

La UNI TS 11300-5 definisce il calcolo dell'energia primaria e della quota di energia da fonti rinnovabili, stabilendo i fattori di conversione in energia primaria per ciascun vettore energetico (gas naturale, energia elettrica, biomassa, teleriscaldamento). I fattori di conversione, differenziati in quota rinnovabile e non rinnovabile, sono definiti nel DM 26/06/2015 e vengono aggiornati periodicamente per riflettere l'evoluzione del mix energetico nazionale. La parte 6, infine, riguarda la determinazione del fabbisogno di energia per ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili.

I software di calcolo della prestazione energetica utilizzati dai certificatori implementano la metodologia UNI TS 11300 e devono essere validati secondo le procedure stabilite dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano). I principali software commerciali (Termolog, EC700, MC4, Edilclima) offrono interfacce grafiche che guidano l'utente nell'inserimento dei dati di input relativi all'involucro e agli impianti, effettuando automaticamente i calcoli previsti dalla norma e generando l'APE nel formato prescritto dalle Linee guida.

È importante che il certificatore comprenda a fondo la logica di calcolo sottostante al software, per poter verificare la coerenza dei risultati e individuare eventuali errori di input. La formazione sulla metodologia UNI TS 11300 e la capacità di interpretare criticamente i risultati del software rappresentano competenze distintive del certificatore qualificato, che non può limitarsi a utilizzare il software come una "scatola nera" ma deve essere in grado di validare le assunzioni e i dati di input.

3Classi energetiche A4-G e indicatori di prestazione

Il sistema di classificazione energetica introdotto dal DM 26/06/2015 (Linee guida APE) prevede dieci classi, dalla A4 (la migliore) alla G (la peggiore), articolate in una scala cromatica che va dal verde scuro al rosso. La classe energetica viene determinata in funzione dell'indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EPgl,nren, espresso in kWh/(m2 anno), confrontato con i limiti delle classi definiti a partire dalla prestazione dell'edificio di riferimento nella configurazione standard e nella configurazione nZEB.

L'indice EPgl,nren rappresenta il consumo annuo di energia primaria non rinnovabile per metro quadrato di superficie utile, comprendendo i fabbisogni per il riscaldamento, il raffrescamento, la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione meccanica e, per gli edifici non residenziali, l'illuminazione e il trasporto di persone e cose. Questo indicatore costituisce il parametro principale per la classificazione energetica e per il confronto tra edifici diversi.

Accanto all'EPgl,nren, l'APE riporta l'indice di prestazione energetica globale rinnovabile EPgl,ren, che quantifica la quota di energia rinnovabile utilizzata dall'edificio, e l'indice di prestazione energetica globale totale EPgl,tot, somma delle componenti rinnovabile e non rinnovabile. La rappresentazione grafica dell'APE include inoltre l'indicazione delle emissioni annue di CO2, consentendo una valutazione anche sotto il profilo ambientale.

I limiti delle classi energetiche sono calcolati per ciascun edificio in funzione delle caratteristiche dell'edificio di riferimento (che a sua volta dipende dalla zona climatica, dalla destinazione d'uso e dal rapporto di forma dell'edificio), il che rende la classificazione relativa e non assoluta. Ad esempio, il limite della classe A1 corrisponde a 0,80 volte l'EPgl,nren dell'edificio di riferimento 2019/21, mentre il limite della classe B corrisponde a 1,00 volte il medesimo valore. La classe A4 richiede un EPgl,nren inferiore a 0,40 volte il valore dell'edificio di riferimento.

Le raccomandazioni per il miglioramento della prestazione energetica, obbligatoriamente contenute nell'APE, devono indicare gli interventi più significativi ed economicamente convenienti, distinguendo tra quelli realizzabili nell'ambito di ristrutturazioni importanti e quelli perseguibili in occasione di interventi di manutenzione ordinaria o sostituzione di componenti. Per ciascun intervento raccomandato, il certificatore deve indicare la classe energetica raggiungibile, stimando il risparmio annuo di energia primaria non rinnovabile.

La validità dell'APE è fissata in dieci anni dalla data di rilascio, a condizione che siano rispettate le prescrizioni relative ai controlli di efficienza energetica degli impianti termici. In caso di mancata esecuzione dei controlli periodici di efficienza energetica nei termini previsti, l'APE decade al 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza di controllo non rispettata. L'APE deve inoltre essere aggiornato in occasione di ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la prestazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare.

4Deposito al catasto energetico regionale e obblighi di legge

Il deposito dell'APE presso il catasto energetico della regione di competenza territoriale costituisce un obbligo di legge introdotto dal D.Lgs. 192/2005 e disciplinato dalle Linee guida nazionali. Il catasto energetico regionale rappresenta la banca dati in cui vengono archiviati tutti gli attestati di prestazione energetica rilasciati nel territorio regionale, consentendo il monitoraggio del patrimonio edilizio e il controllo sulla qualità delle certificazioni.

Le modalità operative di deposito variano da regione a regione: alcune regioni hanno sviluppato portali telematici dedicati (come il CENED in Lombardia, il SACE in Emilia-Romagna, il SIPEE in Piemonte), mentre altre utilizzano il sistema informativo nazionale SIAPE gestito da ENEA. Il certificatore deve registrarsi sul portale della regione competente, inserire i dati dell'APE e caricare il documento firmato digitalmente. Il deposito deve avvenire entro 15 giorni dalla data di rilascio dell'attestato al richiedente.

L'obbligo di allegazione dell'APE agli atti di trasferimento immobiliare a titolo oneroso (compravendite) e ai nuovi contratti di locazione è stabilito dall'articolo 6 del D.Lgs. 192/2005. In caso di vendita, l'APE deve essere allegato all'atto notarile; in caso di locazione, una copia deve essere consegnata al conduttore. L'omessa allegazione o la mancata consegna comporta sanzioni amministrative a carico delle parti inadempienti, con importi variabili da 3.000 a 18.000 euro per le compravendite e da 1.000 a 4.000 euro per le locazioni.

Negli annunci immobiliari di vendita e locazione è obbligatorio indicare l'indice di prestazione energetica globale dell'edificio (EPgl,nren) e la classe energetica, come stabilito dall'articolo 6, comma 8, del D.Lgs. 192/2005. L'omissione di tali informazioni negli annunci comporta una sanzione amministrativa a carico del responsabile dell'annuncio compresa tra 500 e 3.000 euro. Questa disposizione mira a garantire la trasparenza del mercato immobiliare, consentendo ai potenziali acquirenti e conduttori di valutare la qualità energetica dell'immobile fin dalla fase di ricerca.

Il SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica), gestito da ENEA su mandato del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, raccoglie e rende disponibili i dati degli APE su scala nazionale, alimentando le statistiche sulla prestazione energetica del patrimonio edilizio italiano. I dati del SIAPE vengono utilizzati per monitorare i progressi verso gli obiettivi di efficienza energetica previsti dal Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) e per calibrare le politiche di incentivazione della riqualificazione energetica.

Punti Chiave del Modulo

  • Procedura di certificazione e sopralluogo
  • Metodologia di calcolo UNI TS 11300
  • Classi energetiche da A4 a G e indicatori EPgl,nren e EPgl,ren
  • Validità decennale e aggiornamento obbligatorio
  • Deposito al catasto energetico regionale

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