Modulo 5 di 7
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Unità immobiliari e ambienti interni

Adattabilità degli alloggi, cucina accessibile, bagno, camera da letto, soggiorno, spazi di manovra per sedia a rotelle e altezze dei piani di lavoro.

1Adattabilità degli alloggi

L'articolo 3 del DM 236/1989 stabilisce che ogni unità immobiliare residenziale di nuova costruzione deve essere adattabile, ovvero deve essere progettata in modo da poter essere trasformata in unità accessibile con interventi che non comportino opere strutturali. Il concetto di adattabilità rappresenta una delle innovazioni più significative della normativa italiana: anziché imporre l'accessibilità immediata di tutti gli alloggi (soluzione economicamente insostenibile e spesso non necessaria), il legislatore ha richiesto che ogni alloggio sia predisposto per una futura trasformazione.

L'adattabilità si realizza attraverso una serie di accorgimenti progettuali che devono essere documentati nel progetto allegato alla richiesta di permesso di costruire. Gli spazi devono avere dimensioni compatibili con la futura accessibilità: le porte devono poter essere allargate a 80 cm di luce netta senza demolizioni strutturali, i servizi igienici devono avere dimensioni tali da consentire il futuro inserimento di attrezzature per persone con disabilità, i percorsi interni devono essere modificabili per raggiungere una larghezza di almeno 100 cm.

Il progetto di adattabilità deve contenere la dimostrazione grafica delle modifiche necessarie per rendere accessibile l'alloggio, con l'indicazione degli interventi previsti e della loro compatibilità con la struttura portante e con gli impianti. Il progettista deve prevedere la predisposizione degli impianti (attacchi idrici, scarichi, punti elettrici) nelle posizioni che saranno necessarie per la configurazione accessibile, anche se nella configurazione iniziale non vengono utilizzati.

La dichiarazione di conformità alle prescrizioni di accessibilità, prevista dall'articolo 77 del DPR 380/2001, deve specificamente attestare il rispetto dei requisiti di adattabilità per ogni unità immobiliare. La mancata presentazione della dichiarazione o la sua falsità possono comportare il diniego del permesso di costruire o, se l'opera è già stata realizzata, l'ordine di conformazione. La giurisprudenza ha chiarito che l'adattabilità non è un requisito opzionale ma un obbligo vincolante che non ammette deroghe se non nei casi espressamente previsti dalla legge.

Un aspetto critico dell'adattabilità riguarda la distribuzione degli impianti, in particolare quelli idraulici e di scarico. Le pareti che nella configurazione adattata dovranno ospitare sanitari o attrezzature devono essere predisposte con cassette di derivazione, attacchi e scarichi nelle posizioni corrette. Le tracce impiantistiche devono essere dimensionate per ospitare le future tubazioni. La mancata predisposizione impiantistica è una delle cause più frequenti di impossibilità di adattamento e vanifica l'intero sistema della adattabilità previsto dal legislatore.

Per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i requisiti sono più stringenti: oltre all'adattabilità di tutte le unità, è richiesta l'accessibilità di una percentuale di alloggi non inferiore al 5% del totale (con un minimo di un alloggio per ogni intervento). Questi alloggi devono essere immediatamente fruibili da persone con disabilità motoria e sensoriale, con tutti gli ambienti accessibili, il servizio igienico attrezzato e gli impianti predisposti per l'installazione di ausili tecnologici.

2La cucina accessibile

La cucina rappresenta uno degli ambienti più complessi da rendere accessibile, per la molteplicità di funzioni che ospita e per la necessità di garantire sicurezza nell'uso di apparecchiature potenzialmente pericolose (fuochi, forno, acqua calda). Il DM 236/1989 non prescrive parametri specifici per la cucina accessibile, limitandosi a richiedere che in ogni unità immobiliare sia possibile accedere ad almeno una zona cottura e preparazione pasti. La progettazione della cucina accessibile si basa quindi sui principi generali di accessibilità e sulle indicazioni della buona pratica progettuale.

Il piano di lavoro della cucina accessibile deve essere posto ad altezza compresa tra 80 e 85 cm dal pavimento, rispetto ai 90-92 cm standard, per consentire l'uso dalla posizione seduta. Al di sotto del piano di lavoro deve essere presente uno spazio libero (sottopiano) di almeno 70 cm di altezza e 60 cm di profondità per l'inserimento delle ginocchia della persona seduta in sedia a rotelle. Almeno un tratto di piano di lavoro di 80 cm di lunghezza deve essere privo di mobili sottostanti per consentire l'avvicinamento frontale.

Il lavello deve essere incassato nel piano di lavoro e avere una profondità contenuta (massimo 15 cm) per ridurre la profondità di raggiungimento e consentire l'avvicinamento delle ginocchia. Il sifone e le tubazioni di scarico devono essere incassati nella parete o protetti con un rivestimento coibentato per evitare il contatto con superfici calde o taglienti. Il rubinetto deve essere a leva lunga o con comando a fotocellula, raggiungibile dalla posizione seduta senza necessità di inclinarsi eccessivamente.

Il piano cottura deve essere preferibilmente a induzione, eliminando il rischio di fiamme libere e riducendo la temperatura delle superfici circostanti. I comandi devono essere frontali e non posteriori rispetto ai fuochi, per evitare che la persona debba sporgersi sopra le pentole calde per raggiungerli. Il forno deve essere installato in colonna ad altezza di 80-90 cm dal pavimento, con apertura laterale o a ribalta verso il basso, evitando l'apertura verso l'alto che richiede il sollevamento del peso con le braccia estese.

Lo spazio di manovra nella cucina deve consentire la rotazione della sedia a rotelle (cerchio di 150 cm di diametro) in almeno un punto dell'ambiente. I pensili devono essere posti ad altezza raggiungibile (massimo 130 cm dal pavimento per il ripiano inferiore) oppure devono essere dotati di sistemi meccanici di abbassamento. I cassetti sono preferibili alle ante a battente perché consentono l'accesso al contenuto senza la necessità di sporgersi in profondità. Le maniglie devono essere a forma di C o di D, azionabili con una sola mano.

La disposizione planimetrica della cucina accessibile deve minimizzare gli spostamenti tra le principali aree funzionali (conservazione, preparazione, cottura, lavaggio). La disposizione ad L o a U con i lati aperti verso lo spazio di manovra è generalmente la più funzionale. La disposizione a corridoio è accettabile solo se la larghezza tra i fronti contrapposti è di almeno 150 cm. In tutti i casi, lo spazio libero a pavimento deve consentire la rotazione completa della sedia a rotelle senza necessità di manovre complesse.

3Il bagno accessibile

Il servizio igienico accessibile è l'ambiente per il quale il DM 236/1989 fornisce le prescrizioni più dettagliate, data la sua importanza per l'autonomia quotidiana della persona con disabilità e la complessità delle manovre che vi si svolgono. Il decreto stabilisce che almeno un servizio igienico per ogni unità immobiliare deve essere accessibile, con uno spazio di manovra di almeno 150 cm di diametro libero da ingombri per la rotazione della sedia a rotelle.

Il vaso igienico deve essere di tipo sospeso o rialzato, con il bordo superiore del sedile ad altezza compresa tra 45 e 50 cm dal pavimento (rispetto ai 40-42 cm standard). Lo spazio laterale di avvicinamento deve essere di almeno 100 cm su un lato per consentire il trasferimento laterale dalla sedia a rotelle. La cassetta di scarico deve essere azionabile con un pulsante posto sul lato dello spazio di avvicinamento, ad altezza non superiore a 80 cm. Maniglioni ribaltabili devono essere installati su entrambi i lati del vaso, ad altezza di 80 cm dal pavimento.

Il lavabo deve essere di tipo a mensola senza colonna o mobile sottostante, per consentire l'avvicinamento frontale della sedia a rotelle. L'altezza del bordo superiore deve essere di 80 cm dal pavimento, con uno spazio libero sottostante di almeno 70 cm di altezza e 50 cm di profondità. Il sifone e le tubazioni di scarico devono essere incassati o protetti. Lo specchio deve essere inclinabile o esteso fino al bordo del lavabo per essere utilizzabile dalla posizione seduta. Il rubinetto deve essere a leva lunga con la miscelazione termostatica per prevenire ustioni.

La doccia è generalmente preferibile alla vasca per l'accessibilità, in quanto consente l'ingresso diretto dalla sedia a rotelle o il trasferimento su un sedile doccia senza la necessità di superare il bordo della vasca. La doccia a filo pavimento (doccia a raso) con dimensioni minime di 90x90 cm e pendenza verso il piletta non superiore all'1,5% rappresenta la soluzione ottimale. Il sedile doccia ribaltabile deve essere fissato alla parete ad altezza di 45-50 cm, con dimensioni di almeno 45x45 cm e portata minima di 150 kg.

Il piatto doccia deve essere antisdrucciolevole e privo di bordi che ostacolino l'accesso. Il soffione deve essere montato su asta scorrevole regolabile in altezza da 90 a 200 cm, con doccetta a telefono azionabile con una sola mano. Maniglioni di sostegno devono essere installati sulle pareti della doccia ad altezza di 80 cm e in posizione verticale per facilitare il passaggio dalla posizione seduta a quella eretta. Il comando dell'acqua deve essere di tipo termostatico con temperatura massima limitata a 38 gradi per prevenire ustioni.

La porta del bagno accessibile deve aprirsi verso l'esterno o essere scorrevole, per evitare che in caso di caduta della persona all'interno la porta sia bloccata dal corpo. La serratura deve essere apribile dall'esterno in caso di emergenza. Il pavimento del bagno deve essere antisdrucciolevole con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 anche in presenza di acqua. L'illuminazione deve garantire un livello di almeno 200 lux, con luce uniforme e priva di ombre che possano ostacolare la percezione degli spazi e degli oggetti.

4Camera da letto, soggiorno e spazi di manovra

La camera da letto accessibile deve garantire lo spazio di manovra necessario per la sedia a rotelle e lo spazio di avvicinamento al letto su almeno un lato. Lo spazio libero laterale al letto deve essere di almeno 100 cm di larghezza e deve estendersi per l'intera lunghezza del letto per consentire il trasferimento laterale dalla sedia a rotelle. Ai piedi del letto deve essere presente uno spazio di rotazione di almeno 150 cm di diametro. L'altezza del letto deve essere regolabile o pari a 45-50 cm dal pavimento per facilitare il trasferimento.

L'armadio deve avere ante scorrevoli o a battente con maniglie ad altezza di 90-120 cm. L'asta appendiabiti deve essere posta ad altezza massima di 130 cm dal pavimento o deve essere dotata di meccanismo di abbassamento. I cassetti devono essere dotati di guide a estrazione totale e maniglie a incasso o a D. L'interruttore della luce deve essere raggiungibile dal letto, ad altezza compresa tra 60 e 100 cm, e deve essere di tipo a placca ampia per facilitare l'azionamento con il dorso della mano o con il gomito.

Il soggiorno o la zona pranzo devono garantire lo spazio di rotazione di 150 cm di diametro libero da mobili e la possibilità di avvicinamento frontale al tavolo da pranzo. Il tavolo deve avere un'altezza libera sottopiano di almeno 70 cm e una profondità libera di almeno 60 cm per l'inserimento delle ginocchia. Le prese elettriche devono essere poste ad altezza compresa tra 45 e 115 cm dal pavimento, gli interruttori tra 60 e 115 cm. I comandi dell'impianto di riscaldamento e condizionamento devono essere raggiungibili e utilizzabili dalla posizione seduta.

Gli spazi di manovra per la sedia a rotelle sono definiti dal DM 236/1989 con precisione geometrica. Lo spazio di rotazione è un cerchio di diametro 150 cm, necessario per il cambio di direzione a 360 gradi. Lo spazio di inversione in un corridoio è un rettangolo di 140x170 cm. Lo spazio di avvicinamento frontale a un elemento (lavabo, piano cottura, finestra) è un rettangolo di 80 cm di larghezza e 120 cm di profondità. Lo spazio di avvicinamento laterale è di almeno 100 cm di larghezza e 150 cm di lunghezza.

Le finestre degli ambienti accessibili devono avere il parapetto ad altezza massima di 100 cm dal pavimento per consentire la visione esterna dalla posizione seduta. La maniglia di apertura deve essere posta ad altezza compresa tra 100 e 130 cm, di tipo a leva o a cremonese azionabile con una sola mano e con sforzo contenuto. Le tapparelle e gli oscuranti devono essere preferibilmente motorizzati, con comando a parete o a telecomando. I balconi e i terrazzi devono essere raggiungibili senza dislivelli superiori a 2,5 cm e devono avere una profondità di almeno 150 cm.

L'altezza dei piani di lavoro e dei comandi rappresenta un parametro trasversale a tutti gli ambienti dell'unità immobiliare. Il DM 236/1989 stabilisce come fascia di raggiungibilità l'altezza compresa tra 40 e 140 cm dal pavimento, con la zona ottimale tra 80 e 110 cm. I comandi più frequentemente utilizzati (interruttori luce, termostati, citofoni interni) devono essere posizionati nella zona ottimale. Le prese elettriche di uso quotidiano devono essere ad altezza di almeno 45 cm per essere raggiungibili senza eccessivo piegamento. Tutti i comandi devono essere utilizzabili con una sola mano e con sforzo limitato.

Punti Chiave del Modulo

  • Adattabilità degli alloggi secondo Art. 3 DM 236/1989
  • Cucina accessibile: piani di lavoro e sottopiani liberi
  • Bagno: spazio manovra 150 cm, maniglioni, sedile doccia, sanitari rialzati
  • Camera da letto e soggiorno accessibili
  • Spazi di manovra sedia a rotelle: rotazione 150 cm
  • Altezze piani di lavoro e comandi

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