Modulo 4 di 7
55 min

Accessi e spazi comuni

Porte, atrii, corridoi, ascensori, servoscala, piattaforme elevatrici, scale accessibili e citofoni: requisiti tecnici per gli spazi comuni degli edifici.

1Porte e ingressi accessibili

Le porte rappresentano uno degli elementi edilizi più critici per l'accessibilità: una porta inadeguata può rendere inaccessibile un intero edificio o ambiente, indipendentemente dalla qualità degli spazi che si trovano oltre di essa. Il DM 236/1989 stabilisce che la luce netta di passaggio delle porte deve essere di almeno 80 cm, misurata tra il battente aperto a 90 gradi e il montante opposto. Per le porte a due ante, almeno un'anta deve garantire la luce netta di 80 cm.

L'altezza della maniglia o del maniglione deve essere compresa tra 85 e 95 cm dal piano di calpestio, con una misura ottimale di 90 cm. La tipologia di maniglia deve consentire l'apertura con una sola mano e senza necessità di presa a pinza: sono preferibili le maniglie a leva, i maniglioni antipanico e le maniglie ad anello. Le maniglie a pomolo rotondo sono da evitare perché richiedono capacità di presa e rotazione del polso che molte persone con disabilità motoria agli arti superiori non possiedono.

Lo spazio antistante e retrostante la porta deve consentire la manovra di avvicinamento, apertura e attraversamento da parte di una persona in sedia a rotelle. Per le porte a battente con apertura a tirare, lo spazio laterale al lato della maniglia deve essere di almeno 45 cm per consentire il posizionamento della sedia a rotelle durante la manovra di apertura. Il piano di calpestio davanti e dietro la porta deve essere complanare, senza soglie superiori a 2,5 cm di altezza.

Le porte automatiche rappresentano la soluzione ottimale per gli ingressi di edifici ad alta frequentazione. Il DM 236/1989 non le prescrive come obbligatorie ma le indica come soluzione preferenziale quando tecnicamente ed economicamente realizzabili. Le porte scorrevoli automatiche devono avere una velocità di apertura e chiusura compatibile con il tempo di attraversamento di una persona con mobilità ridotta, con sensori che impediscano la chiusura in presenza di ostacoli. Le porte a vento e le porte girevoli non sono considerate accessibili.

Per gli edifici esistenti, l'adeguamento delle porte rappresenta spesso l'intervento più semplice ed efficace per migliorare l'accessibilità. La sostituzione delle maniglie a pomolo con maniglie a leva, l'eliminazione delle soglie, l'allargamento della luce di passaggio mediante sostituzione del telaio o modifica del vano sono interventi relativamente semplici che possono trasformare radicalmente la fruibilità di un edificio. Nei condomini, la porta di ingresso principale e le porte dei locali comuni (autorimessa, locale raccolta differenziata, locali tecnici) devono essere prioritariamente adeguate.

Le porte con parti vetrate devono essere segnalate con bande o segni a contrasto cromatico posti ad altezza compresa tra 100 e 140 cm dal piano di calpestio per essere percepiti sia da persone in piedi che da persone sedute in sedia a rotelle. Le porte tagliafuoco, spesso pesanti e dotate di chiudiporta a molla, devono essere equipaggiate con dispositivi di trattenuta elettromagnetica collegati all'impianto di rilevazione incendi, in modo da rimanere aperte durante il normale utilizzo e chiudersi automaticamente solo in caso di allarme.

2Atrii, corridoi e spazi di distribuzione

Gli atrii di ingresso devono garantire uno spazio di manovra sufficiente per l'ingresso, la fermata, la rotazione e il cambio di direzione della sedia a rotelle. Lo spazio minimo di rotazione è un cerchio di diametro 150 cm, che deve essere presente libero da ostacoli in prossimità della porta di ingresso, della cassetta postale, del citofono interno e dell'accesso all'ascensore. Negli edifici di nuova costruzione, l'atrio deve avere una superficie tale da contenere almeno uno spazio di rotazione di 150 cm di diametro.

I corridoi e i disimpegni delle parti comuni devono avere una larghezza minima di 100 cm, con allargamenti a 150 cm in corrispondenza delle porte e ogni 10 metri per consentire l'inversione di marcia della sedia a rotelle. Quando il corridoio ha una larghezza inferiore a 150 cm e serve più unità immobiliari, gli spazi di manovra devono essere previsti in corrispondenza di ogni porta di accesso alle unità. Gli zerbini e i tappeti devono essere incassati nel pavimento o fissati saldamente per evitare scivolamenti e ostacoli al moto delle ruote.

La pavimentazione degli spazi comuni deve essere antisdrucciolevole, compatta e priva di dislivelli superiori a 2 mm. I dislivelli tra ambienti contigui, quando inevitabili, devono essere raccordati con scivoli a pendenza non superiore al 15% se il dislivello è inferiore a 2,5 cm. Le grate di ventilazione a pavimento devono avere maglie con luce massima di 2 cm nel senso di marcia. I materiali di pavimentazione devono garantire un contrasto cromatico sufficiente con le pareti e con gli elementi verticali (colonne, pilastri, porte) per facilitare l'orientamento delle persone ipovedenti.

L'illuminazione degli spazi comuni deve garantire un livello di illuminamento uniforme non inferiore a 100 lux, con incremento a 150-200 lux in corrispondenza di scale, ascensori, porte di accesso e cassette postali. I punti luce devono essere posizionati in modo da evitare abbagliamento diretto e zone d'ombra marcate. L'illuminazione di emergenza deve essere dimensionata per garantire la visibilità dei percorsi di esodo anche alle persone con capacità visiva ridotta, con un illuminamento minimo di 5 lux lungo i percorsi.

Gli arredi e le attrezzature presenti negli spazi comuni (cassette postali, bacheche, estintori, quadri elettrici) devono essere posizionati in modo da non ridurre la larghezza utile del percorso al di sotto dei minimi prescritti. I comandi e le attrezzature destinate all'uso degli utenti devono essere collocati ad altezza compresa tra 40 e 140 cm dal piano di calpestio, con altezza ottimale tra 80 e 110 cm. Gli elementi sporgenti dalle pareti per più di 8 cm e posti ad altezza superiore a 27 cm dal pavimento devono essere segnalati a terra con un elemento rilevabile al tatto con il bastone bianco.

3Ascensori accessibili

L'ascensore rappresenta l'elemento chiave per garantire l'accessibilità verticale degli edifici multipiano. Il DM 236/1989 prescrive che negli edifici di nuova costruzione con più di tre livelli fuori terra (incluso il piano terra) deve essere installato almeno un ascensore accessibile. Le dimensioni minime della cabina sono fissate in 130 cm di profondità e 95 cm di larghezza per gli edifici residenziali, con porte di larghezza non inferiore a 80 cm. Per gli edifici non residenziali e pubblici, la cabina minima è di 150 cm di profondità e 137 cm di larghezza, con porte da 90 cm.

La cabina ideale per una piena accessibilità ha dimensioni di almeno 140x110 cm con porte da 90 cm, consentendo l'ingresso frontale e l'uscita in retromarcia o con rotazione. La pulsantiera di cabina deve essere posta su un pannello laterale ad altezza compresa tra 110 e 140 cm dal pavimento, con pulsanti in rilievo, numerazione in Braille e contrasto cromatico. I pulsanti devono avere dimensioni minime di 2 cm e spaziatura di almeno 1 cm. La pulsantiera esterna di piano deve essere posta ad altezza compresa tra 80 e 120 cm.

L'ascensore accessibile deve essere dotato di segnalazione acustica e visiva di arrivo al piano, indicatore luminoso di posizione della cabina visibile sia dall'interno che dall'esterno, sistema di comunicazione bidirezionale in caso di emergenza con modalità sia vocale che visiva, specchio sulla parete di fondo per consentire la manovra in retromarcia alle persone in sedia a rotelle. Il tempo di apertura delle porte deve essere regolabile e sufficiente per l'ingresso di una persona con mobilità ridotta (minimo 8 secondi per porte automatiche).

L'area antistante la porta dell'ascensore a ciascun piano deve essere libera da ostacoli per una profondità di almeno 150 cm e una larghezza di almeno 150 cm, per consentire la manovra di avvicinamento e attesa. La soglia tra il piano di calpestio dell'ascensore e il pianerottolo non deve presentare dislivelli superiori a 2 cm. Il vano ascensore deve essere illuminato anche quando la cabina non è presente al piano, per consentire alle persone ipovedenti di percepire la profondità del vano e il rischio di caduta.

Per gli edifici esistenti in cui non sia tecnicamente possibile installare un ascensore conforme alle dimensioni minime del DM 236/1989, sono ammessi ascensori con cabina ridotta purché siano garantite le condizioni minime di sicurezza e la possibilità di accesso per una persona in sedia a rotelle. In questi casi, la profondità della cabina non deve essere inferiore a 120 cm e la larghezza non inferiore a 80 cm, con porte da 75 cm. Questa soluzione, sebbene non ottimale, è preferibile all'assenza totale di collegamento verticale accessibile.

La manutenzione dell'ascensore accessibile deve garantire la piena funzionalità di tutti i dispositivi di accessibilità, inclusa la segnaletica Braille, le segnalazioni acustiche, lo specchio, il sistema di comunicazione di emergenza. I contratti di manutenzione devono specificamente prevedere il controllo periodico di questi elementi, che spesso vengono trascurati nella manutenzione ordinaria. Il fermo dell'ascensore per manutenzione o guasto deve essere comunicato ai residenti con adeguato preavviso e devono essere predisposte soluzioni alternative per le persone con disabilità.

4Servoscala, piattaforme elevatrici e scale

I servoscala e le piattaforme elevatrici rappresentano soluzioni alternative all'ascensore per il superamento di dislivelli, particolarmente utilizzate negli edifici esistenti in cui l'installazione di un ascensore sia tecnicamente impossibile o eccessivamente onerosa. Il servoscala è un dispositivo che trasporta la persona lungo il percorso della scala mediante una piattaforma o un sedile scorrevole su guida fissata alla parete o al parapetto della scala. La piattaforma elevatrice è un impianto di sollevamento verticale con corsa limitata, generalmente non superiore a 4 metri.

I servoscala a piattaforma devono avere dimensioni della piattaforma non inferiori a 80x75 cm per il trasporto di una persona in sedia a rotelle, con parapetto ribaltabile e dispositivi di sicurezza (arresto automatico in caso di ostacolo, blocco in posizione di sosta). I servoscala a poltroncina sono destinati a persone con ridotta mobilità che possono trasferirsi autonomamente dalla sedia a rotelle al sedile. In entrambi i casi, il servoscala non deve ridurre la larghezza utile della scala al di sotto di 80 cm in posizione di riposo.

Le piattaforme elevatrici possono essere a vano chiuso (simili a piccoli ascensori) o a vano aperto, con o senza fossa di alloggiamento. Le dimensioni minime della piattaforma sono di 80x120 cm per il trasporto di una persona in sedia a rotelle. La velocità di traslazione non deve superare i 15 cm/s per i modelli a vano aperto e i 15 cm/s per i modelli a vano chiuso. Le piattaforme elevatrici devono essere conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE e alla norma armonizzata EN 81-41 per le piattaforme a vano chiuso.

Le scale accessibili devono essere dotate di corrimano continuo su entrambi i lati, a doppia altezza (90 cm e 75 cm dal piano di calpestio), prolungato di 30 cm oltre l'inizio e la fine della rampa. Il corrimano deve avere sezione circolare con diametro compreso tra 3 e 4,5 cm, distanziato di almeno 4 cm dalla parete. Il primo e l'ultimo gradino di ogni rampa devono essere distinguibili mediante contrasto cromatico o tattile rispetto ai gradini intermedi. Le alzate dei gradini devono essere comprese tra 16 e 18 cm, le pedate non inferiori a 30 cm.

Il profilo del gradino deve essere privo di spigoli vivi e senza sottosquadro (la pedata non deve sporgere rispetto all'alzata sottostante). La superficie della pedata deve essere antisdrucciolevole. Le scale a chiocciola e le scale con gradini a pianta triangolare non sono considerate accessibili. La segnaletica tattile di pericolo deve essere posta a 40 cm dal bordo del primo gradino in discesa e deve estendersi per l'intera larghezza della scala. L'illuminazione delle scale deve garantire un livello minimo di 150 lux con uniformità adeguata.

I citofoni e i sistemi di comunicazione dell'edificio devono essere accessibili sia fisicamente che funzionalmente. La pulsantiera esterna del citofono deve essere posta ad altezza compresa tra 110 e 130 cm dal piano di calpestio, con pulsanti di dimensioni adeguate e targhette leggibili ad alto contrasto. I citofoni videocitofonici devono avere la telecamera orientata per inquadrare sia una persona in piedi che una persona seduta in sedia a rotelle. I sistemi di apertura del portone devono consentire un tempo sufficiente per l'ingresso di una persona con mobilità ridotta (minimo 10 secondi).

Punti Chiave del Modulo

  • Porte: luce netta minima 80 cm, maniglione a 90 cm
  • Atrii e corridoi: dimensioni minime e spazi di manovra
  • Ascensori: cabina minima 130x150 cm, porte 90 cm, pulsantiera accessibile
  • Servoscala e piattaforme elevatrici
  • Scale: corrimano continuo, contrasto cromatico, segnaletica
  • Citofoni e sistemi di comunicazione accessibili

Hai domande su questo argomento?

L'AI di edilizia.live puo rispondere alle tue domande specifiche con citazioni normative.