Modulo 3 di 7
55 min

Spazi esterni e percorsi

Progettazione di percorsi pedonali accessibili, rampe, parcheggi riservati, segnaletica tattile e attraversamenti pedonali.

1Percorsi pedonali accessibili

I percorsi pedonali costituiscono l'elemento fondamentale della catena di accessibilità che collega lo spazio pubblico all'edificio e i diversi ambienti tra loro. Un percorso pedonale accessibile deve garantire la possibilità di spostamento in sicurezza e autonomia per tutte le persone, incluse quelle che utilizzano sedie a rotelle, deambulatori, bastoni, o che hanno difficoltà visive o cognitive. Il DM 236/1989 e il DPR 503/1996 stabiliscono requisiti dimensionali e qualitativi precisi per i percorsi pedonali.

La larghezza minima di un percorso pedonale accessibile è fissata in 150 cm dal DM 236/1989, dimensione che consente il passaggio affiancato di una persona in sedia a rotelle e di un accompagnatore, nonché l'incrocio di due sedie a rotelle con manovra. In situazioni di comprovata impossibilità tecnica, la larghezza può essere ridotta a 90 cm per brevi tratti, purché siano previsti spazi di scambio (dimensione minima 170x150 cm) ad intervalli regolari non superiori a 10 metri.

La pendenza longitudinale dei percorsi pedonali non deve superare il 5% per essere considerata un collegamento accessibile ordinario. Pendenze superiori al 5% e fino all'8% qualificano il percorso come rampa e richiedono l'adozione di specifici accorgimenti (corrimano, pianerottoli di sosta, pavimentazione antisdrucciolo). La pendenza trasversale, necessaria per il deflusso delle acque meteoriche, non deve superare l'1% per garantire la stabilità della sedia a rotelle e la sicurezza del cammino.

Il fondo dei percorsi pedonali deve essere compatto, non sdrucciolevole sia in condizioni asciutte che bagnate, privo di irregolarità che possano ostacolare il moto delle ruote o provocare inciampo. Le griglie di raccolta delle acque meteoriche, quando presenti lungo il percorso, devono avere maglie con luce massima di 2 cm nel senso di marcia per evitare l'incastro delle ruote delle sedie a rotelle e dei bastoni da passeggio. Le caditoie a fessura devono essere disposte perpendicolarmente al senso di marcia.

La progettazione dei percorsi pedonali deve considerare anche le esigenze di orientamento e wayfinding delle persone con disabilità visiva. I cambi di direzione devono essere segnalati con variazioni tattili della pavimentazione, gli ostacoli aerei (insegne, rami bassi, scale aperte) a un'altezza inferiore a 210 cm devono essere protetti con elementi rilevabili al tatto con il bastone bianco. I bordi dei percorsi devono essere chiaramente distinguibili mediante contrasto cromatico con le superfici adiacenti.

L'illuminazione dei percorsi pedonali riveste un'importanza fondamentale per la sicurezza e l'orientamento di tutti gli utenti, in particolare delle persone con ipovisione. Il livello di illuminamento deve essere uniforme, evitando zone d'ombra e abbagliamenti. I punti di decisione (intersezioni, accessi, cambi di livello) devono avere un illuminamento superiore rispetto al percorso corrente. L'illuminazione notturna deve essere progettata per garantire la percezione dei dislivelli, dei gradini e degli ostacoli lungo il percorso.

2Rampe e superamento dei dislivelli

Le rampe rappresentano lo strumento principale per il superamento dei dislivelli in alternativa o in aggiunta alle scale. Il DM 236/1989 definisce con precisione i parametri progettuali delle rampe accessibili: la pendenza massima è dell'8% per un dislivello massimo di 320 cm per singola rampa. Per rampe di lunghezza superiore a 10 metri di sviluppo lineare, devono essere previsti pianerottoli di sosta di lunghezza non inferiore a 150 cm, dimensione che consente la fermata e la manovra della sedia a rotelle.

La larghezza minima della rampa è di 150 cm quando il percorso è a senso unico di marcia e di 150 cm quando è possibile l'incrocio di due sedie a rotelle. La rampa deve essere dotata su entrambi i lati di corrimano a doppia altezza (90 cm e 75 cm dal piano di calpestio), prolungato di 30 cm oltre l'inizio e la fine della rampa per facilitare la presa. I corrimano devono essere di sezione circolare con diametro compreso tra 3 e 4,5 cm, distanziati di almeno 4 cm dalla parete per consentire una presa sicura.

Il parapetto o la protezione laterale della rampa deve avere un'altezza minima di 100 cm e un cordolo di almeno 10 cm di altezza al piede per impedire lo scivolamento laterale delle ruote. La pavimentazione della rampa deve essere antisdrucciolevole in qualsiasi condizione climatica. All'inizio e alla fine della rampa deve essere presente un pianerottolo piano di dimensioni non inferiori a 150x150 cm, privo di ostacoli e con cambio di pavimentazione tattile per segnalare alle persone non vedenti la presenza del dislivello.

Per dislivelli modesti (fino a 2,5 cm) è sufficiente uno scivolo con pendenza non superiore al 15%. Per dislivelli tra 2,5 cm e 20 cm, la pendenza massima è del 10%. La normativa prevede che quando il dislivello supera i 320 cm, la rampa da sola non è sufficiente e deve essere integrata da un impianto di sollevamento (ascensore, piattaforma elevatrice o servoscala). In ambito urbano, il superamento dei dislivelli tra marciapiede e carreggiata stradale si realizza con scivoli a pendenza 8-10% di larghezza non inferiore a 150 cm.

La scelta tra rampa e impianto meccanico dipende da diversi fattori: l'entità del dislivello, lo spazio disponibile, il contesto architettonico e la frequenza di utilizzo prevista. Negli edifici pubblici ad alta frequentazione, la rampa è generalmente preferibile perché non richiede manutenzione meccanica, non è soggetta a guasti e può essere utilizzata simultaneamente da più persone. Negli edifici esistenti con spazi ridotti, le piattaforme elevatrici possono rappresentare l'unica soluzione tecnicamente praticabile per il superamento di dislivelli significativi.

3Parcheggi riservati e aree di sosta

I parcheggi riservati alle persone con disabilità costituiscono un elemento essenziale della catena di accessibilità, consentendo l'avvicinamento all'edificio in condizioni di sicurezza e autonomia. Il DPR 503/1996 e il Codice della Strada stabiliscono che nei parcheggi pubblici e privati aperti al pubblico deve essere riservato un numero adeguato di posti alle persone con disabilità. Il DM 236/1989 definisce le dimensioni minime del posto riservato in 350 cm di larghezza e 500 cm di lunghezza.

La larghezza maggiorata del posto riservato (350 cm rispetto ai 230 cm standard) è necessaria per consentire l'apertura completa della portiera del veicolo e il trasferimento dalla sedia a rotelle al sedile dell'auto e viceversa. Lo spazio laterale di manovra, di almeno 120 cm, deve essere pianeggiante e collegato senza dislivelli al percorso pedonale accessibile che conduce all'ingresso dell'edificio. In alternativa, due posti riservati adiacenti possono condividere lo spazio laterale di manovra.

La collocazione dei posti riservati deve essere il più possibile vicina all'ingresso accessibile dell'edificio, su un percorso privo di barriere e protetto dal traffico veicolare. La segnaletica deve comprendere il simbolo internazionale di accessibilità (sedia a rotelle bianca su fondo blu) sia sulla pavimentazione (dimensioni minime 120x120 cm) sia su apposito cartello verticale. La normativa prevede che i posti riservati siano ubicati in posizione facilmente individuabile e che il percorso fino all'ingresso sia chiaramente segnalato.

Per i parcheggi multipiano, deve essere garantita l'accessibilità di almeno un livello, con percorso accessibile dal posto riservato all'ascensore e da questo all'uscita pedonale. I parcheggi interrati presentano problematiche specifiche legate all'altezza dei passaggi, alla presenza di rampe veicolari ad elevata pendenza e alla qualità dell'aria. I parcheggi a pettine devono prevedere uno spazio di manovra sufficiente per la retromarcia del veicolo dotato di rampa posteriore per l'accesso della sedia a rotelle.

Il numero minimo di posti riservati è stabilito dal Codice della Strada e dai regolamenti comunali. Come riferimento generale, il DPR 503/1996 prevede un posto riservato ogni 50 posti totali, con un minimo di un posto per ogni parcheggio. Molti regolamenti comunali hanno elevato questa percentuale al 5% o più. La corretta progettazione dei parcheggi riservati richiede attenzione non solo alle dimensioni del singolo posto ma all'intero percorso dal parcheggio all'ingresso, evitando che il rispetto formale della norma sia vanificato da barriere lungo il tragitto.

4Segnaletica tattile e pavimentazioni

La segnaletica tattile a terra rappresenta uno degli strumenti fondamentali per l'orientamento e la sicurezza delle persone con disabilità visiva negli spazi esterni. Il sistema LOGES (Linea di Orientamento, Guida e Sicurezza), sviluppato in Italia e conforme alle norme UNI, definisce un linguaggio tattile standardizzato composto da tre elementi base: la guida (scanalature parallele al senso di marcia), l'attenzione (bottoni a calotta sferica per segnalare punti di decisione) e il pericolo (scanalature perpendicolari al senso di marcia per segnalare situazioni di rischio).

Le piastre tattili LOGES hanno dimensioni standard di 40x40 cm o 30x30 cm e sono realizzate in materiali resistenti all'usura, al gelo e all'azione dei raggi ultravioletti. Il colore deve garantire un contrasto cromatico con la pavimentazione circostante pari ad almeno il 40% secondo i criteri di valutazione del Light Reflectance Value (LRV). I materiali più utilizzati sono la pietra ricostituita, il gres porcellanato, il calcestruzzo architettonico e la gomma vulcanizzata per ambienti interni.

La posa della segnaletica tattile segue regole precise: la striscia guida ha una larghezza di 40-60 cm, le piastre di attenzione coprono un'area quadrata di almeno 40x40 cm in corrispondenza di cambi di direzione, intersezioni e punti di interesse. Le piastre di pericolo, con scanalature perpendicolari, devono essere poste ad almeno 40 cm dal bordo del pericolo (scalini, banchine, piattaforme). In corrispondenza degli attraversamenti pedonali, la segnaletica tattile guida la persona fino al punto di inizio dell'attraversamento.

Le pavimentazioni degli spazi esterni accessibili devono possedere caratteristiche di antisdrucciolevolezza conformi ai requisiti della normativa vigente. Il coefficiente di attrito dinamico deve essere superiore a 0,40 per superfici asciutte e bagnate. Le fughe tra gli elementi di pavimentazione non devono superare i 5 mm di larghezza e i 2 mm di dislivello. Le pavimentazioni in ghiaia, sabbia, prato o altri materiali non compatti non sono considerate accessibili e devono essere affiancate da percorsi con fondo idoneo.

Gli attraversamenti pedonali accessibili devono integrare la segnaletica tattile con accorgimenti specifici: lo scivolo di raccordo tra marciapiede e carreggiata deve avere pendenza massima dell'8%, larghezza non inferiore a 150 cm, pavimentazione antisdrucciolevole e contrastata cromaticamente. I semafori devono essere dotati di dispositivo acustico e tattile per la segnalazione delle fasi di verde e rosso. Le isole salvagente pedonali devono avere una larghezza di almeno 150 cm per consentire la sosta sicura della sedia a rotelle durante l'attraversamento in due tempi.

La manutenzione della segnaletica tattile e delle pavimentazioni accessibili è un aspetto spesso trascurato che compromette l'efficacia degli interventi realizzati. Le piastre tattili danneggiate, spostate o ricoperte da detriti perdono la loro funzione di guida e possono diventare fonte di pericolo. I piani di manutenzione devono prevedere controlli periodici dello stato delle pavimentazioni, la sostituzione degli elementi danneggiati e la pulizia dei percorsi tattili, con particolare attenzione ai periodi di caduta delle foglie e di accumulo di neve o ghiaccio.

Punti Chiave del Modulo

  • Percorsi pedonali: larghezza minima 150 cm, pendenza massima 5%
  • Rampe: pendenza massima 8%, pianerottoli ogni 10 m
  • Parcheggi riservati: posto 350x500 cm
  • Segnaletica tattile LOGES e percorsi guidati
  • Pavimentazioni antisdrucciolo e illuminazione adeguata
  • Attraversamenti pedonali accessibili

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