Gestione delle Emergenze
Piano di emergenza cantiere, primo soccorso, prevenzione incendi, evacuazione. Organizzazione delle squadre e formazione obbligatoria.
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1Piano di emergenza cantiere
Il piano di emergenza del cantiere è un documento operativo che definisce le procedure da seguire in caso di situazioni di pericolo grave e imminente. A differenza dei luoghi di lavoro stabili, il cantiere edile è un ambiente in continua evoluzione, il che richiede un aggiornamento costante del piano. Il PSC deve contenere le procedure di emergenza e indicare i numeri di telefono delle strutture di pronto soccorso, dei vigili del fuoco e degli ospedali più vicini, insieme alla viabilità di emergenza.
Il piano di emergenza deve identificare le tipologie di emergenze prevedibili in relazione alle lavorazioni in corso: crollo di strutture, caduta dall'alto, seppellimento, incendio, esplosione, sversamento di sostanze pericolose, infortuni gravi, condizioni meteorologiche avverse. Per ciascun scenario deve essere definita la procedural di intervento: chi dà l'allarme, come viene comunicato, chi coordina le operazioni, quali sono le vie di fuga, dove si trova il punto di raccolta.
La catena di comunicazione dell'emergenza deve essere chiara e nota a tutti i lavoratori presenti in cantiere. Il sistema di allarme può essere acustico (sirena, tromba) o vocale, purché sia percepibile in tutta l'area del cantiere. Nei cantieri di grandi dimensioni o con livelli elevati di rumore ambientale, possono essere necessari sistemi di allarme ridondanti. Il numero di emergenza interno (tipicamente il telefono del capocantiere o della baracca di cantiere) deve essere esposto in modo visibile.
Le vie di fuga devono essere individuate, segnalate e mantenute sgombre. In un cantiere, le vie di fuga coincidono spesso con le vie di accesso ai piani e devono essere percorribili anche in condizioni di emergenza (senza illuminazione naturale, in presenza di fumo). L'illuminazione di emergenza è necessaria nei tratti interni e nelle aree sotterranee. Il punto di raccolta deve essere situato in un'area sicura, distante dalle zone di pericolo, facilmente raggiungibile e di dimensioni adeguate.
Le esercitazioni di emergenza devono essere effettuate periodicamente per verificare l'efficacia del piano e la preparazione dei lavoratori. In cantiere, le esercitazioni possono essere semplificate in simulazioni parziali o esercitazioni a tavolino, data la continua variabilità delle condizioni. Tuttavia, almeno una prova di evacuazione completa dovrebbe essere effettuata nei cantieri di lunga durata. L'esito delle esercitazioni deve essere documentato e le criticità emerse devono essere tradotte in azioni correttive.
2Primo soccorso in cantiere
L'organizzazione del primo soccorso in cantiere è disciplinata dal D.M. 388/2003, che classifica le aziende in tre gruppi (A, B, C) in funzione del rischio e del numero di lavoratori. Le imprese edili con oltre 5 lavoratori rientrano nel Gruppo A, che richiede la formazione più estesa per gli addetti al primo soccorso: 16 ore di formazione iniziale, con aggiornamento triennale di 6 ore, e la disponibilità di un mezzo di comunicazione per contattare il servizio di emergenza sanitaria.
Il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso per il Gruppo A è definito dall'Allegato 1 del D.M. 388/2003 e comprende: guanti sterili monouso, visiera paraschizzi, flacone di soluzione cutanea, flacone di soluzione fisiologica, compresse di garza sterile, pinzette, cerotti, rotolo di benda, rotolo di cerotto, un paio di forbici, lacci emostatici, sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari, termometro, apparecchio per la misurazione della pressione, coperta isotermica monouso.
Nei cantieri edili, le tipologie di infortunio più frequenti richiedono competenze specifiche di primo soccorso: gestione delle fratture e dei traumi da caduta, tamponamento di emorragie, immobilizzazione del rachide cervicale in caso di sospetta lesione vertebrale, gestione del colpo di calore e dell'ipotermia. Gli addetti al primo soccorso devono essere formati anche sulle procedure di chiamata del 118, sulla comunicazione efficace delle informazioni (luogo, tipo di infortunio, numero di coinvolti, condizioni) e sulle manovre di BLS (Basic Life Support).
La postazione di primo soccorso deve essere chiaramente identificata con segnaletica verde (croce bianca su fondo verde) e deve essere facilmente accessibile da tutte le aree del cantiere. Nei cantieri di grandi dimensioni o sviluppati su più piani, possono essere necessarie più postazioni. La cassetta di pronto soccorso deve essere controllata periodicamente per verificare la completezza del contenuto e la validità dei presidi sanitari (scadenze dei materiali sterili).
Il medico competente collabora alla definizione dell'organizzazione del primo soccorso in cantiere, indicando i protocolli di intervento in funzione dei rischi specifici. Nei cantieri in cui si svolgono lavori con rischio di esposizione ad agenti chimici, il medico competente deve indicare gli antidoti specifici da tenere disponibili e le procedure di decontaminazione. La sorveglianza sanitaria dei lavoratori consente inoltre di individuare eventuali condizioni di salute che richiedono attenzione particolare in caso di emergenza.
3Prevenzione incendi in cantiere
La prevenzione incendi nei cantieri edili è disciplinata dal D.Lgs. 81/2008 e dal D.M. 10 marzo 1998 (sostituito dal D.M. 2 settembre 2021 per i luoghi di lavoro, con specifiche applicazioni ai cantieri). Il PSC deve contenere le misure di prevenzione incendio, l'organizzazione del servizio antincendio e l'indicazione dei presidi disponibili. Il rischio incendio in cantiere è generalmente classificato come medio o elevato, in funzione delle lavorazioni svolte e della presenza di materiali combustibili.
Le principali fonti di innesco in cantiere sono: lavori di saldatura e taglio termico, uso di fiamme libere, impianti elettrici provvisori, deposito di materiali infiammabili (solventi, vernici, gas compressi), operazioni di impermeabilizzazione con bitume a caldo. Le misure di prevenzione includono: la separazione dei depositi di materiali combustibili dalle fonti di calore, la predisposizione di estintori in prossimità delle zone a rischio, il permesso di lavoro a caldo (hot work permit) per le operazioni con fiamme libere.
Gli estintori portatili devono essere distribuiti nel cantiere in misura adeguata al rischio e alla superficie. Come riferimento, almeno un estintore ogni 200 mq di superficie o uno per piano, con una dotazione minima di un estintore ogni 20 metri di percorso. Gli estintori devono essere di tipo polivalente (polvere ABC o CO2), con carica minima di 6 kg, verificati semestralmente e revisionati secondo le scadenze previste dalla UNI 9994-1. La posizione degli estintori deve essere segnalata con cartelli.
La formazione degli addetti antincendio è definita dal D.M. 2 settembre 2021. Per cantieri con rischio medio, la formazione ha una durata di 8 ore e comprende: principi di combustione, prevenzione incendi, protezione antincendio e procedure di evacuazione, esercitazioni pratiche con estintori e idranti. L'aggiornamento è quinquennale, con una durata di 5 ore. Il numero di addetti antincendio deve essere adeguato alle dimensioni del cantiere e alle turnazioni.
Le bombole di gas compressi (ossigeno, acetilene, GPL, propano) devono essere stoccate in aree dedicate, ventilate, protette dal sole e distanti dalle fonti di calore. Le bombole piene devono essere separate dalle vuote e i gas combustibili devono essere separati dai comburenti di almeno 5 metri o mediante parete resistente al fuoco. Il trasporto delle bombole deve avvenire con appositi carrelli e con il cappellotto di protezione della valvola in posizione. Le bombole devono essere fissate in posizione verticale con catene o staffe.
4Evacuazione e formazione delle squadre
Il piano di evacuazione del cantiere deve indicare: le vie di fuga principali e alternative, i punti di raccolta, la procedura di evacuazione (chi dà l'ordine, come viene comunicato), il sistema di conteggio dei presenti al punto di raccolta, le procedure per i lavoratori con disabilità o limitazioni. La planimetria del cantiere con le vie di fuga e i punti di raccolta deve essere affissa nella baracca di cantiere e presso gli accessi principali.
L'evacuazione deve essere coordinata da una figura designata, generalmente il capocantiere o il preposto più anziano presente. Al segnale di evacuazione, i lavoratori devono interrompere immediatamente le attività, mettere in sicurezza le attrezzature se possibile in tempi brevi, e raggiungere il punto di raccolta seguendo le vie di fuga indicate. I lavoratori in quota devono scendere utilizzando i percorsi sicuri (scale del ponteggio, PLE) e non devono tentare scorciatoie pericolose.
Il sistema di conteggio al punto di raccolta è essenziale per verificare che tutti i lavoratori siano stati evacuati. In cantiere, la gestione delle presenze è spesso più complessa che in un luogo di lavoro stabile, poiché le imprese presenti e il numero di lavoratori possono variare giornalmente. Il registro delle presenze in cantiere, aggiornato quotidianamente, è lo strumento di riferimento per il conteggio. Il coordinatore dell'evacuazione deve verificare la corrispondenza tra il registro e le persone presenti al punto di raccolta.
La formazione delle squadre di emergenza deve essere commisurata ai rischi del cantiere. Ogni impresa esecutrice deve designare i propri addetti al primo soccorso e alla prevenzione incendi, formati secondo le disposizioni normative. Il CSE verifica che in ogni momento della giornata lavorativa siano presenti in cantiere un numero sufficiente di addetti formati. Nei cantieri con turni o con avvicendamento di imprese, questa verifica richiede una programmazione attenta.
La cooperazione tra le squadre di emergenza delle diverse imprese presenti in cantiere è un aspetto cruciale che il CSE deve promuovere e organizzare. Le riunioni di coordinamento devono affrontare anche le tematiche dell'emergenza, verificando che le procedure siano note a tutti, che le attrezzature siano disponibili e funzionanti e che i percorsi di evacuazione siano praticabili. Un'esercitazione congiunta a inizio lavori è una buona prassi che migliora la preparazione e la coesione delle squadre.
La documentazione delle attività di emergenza comprende: il piano di emergenza ed evacuazione, il registro delle esercitazioni, le designazioni degli addetti con i relativi attestati di formazione, il registro dei presidi antincendio e di primo soccorso con le relative verifiche. Questa documentazione deve essere conservata in cantiere e aggiornata in funzione dell'evoluzione dei lavori, del ricambio del personale e delle variazioni organizzative.
Punti Chiave del Modulo
- Il piano di emergenza cantiere deve essere aggiornato costantemente in relazione all'evoluzione dei lavori
- Le imprese edili con oltre 5 lavoratori rientrano nel Gruppo A del D.M. 388/2003
- Gli addetti al primo soccorso del Gruppo A devono avere 16 ore di formazione con aggiornamento triennale
- Almeno un estintore ogni 200 mq o uno per piano, con verifica semestrale
- Il registro presenze aggiornato quotidianamente e fondamentale per il conteggio in evacuazione
- Il CSE deve verificare che siano sempre presenti addetti formati per primo soccorso e antincendio