Modulo 3 di 7
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Rischi Specifici in Cantiere

Analisi dei principali rischi nei cantieri edili: cadute dall'alto, seppellimento, elettrocuzione, rumore, vibrazioni, polveri, amianto e movimentazione carichi.

1Cadute dall'alto

Le cadute dall'alto rappresentano la prima causa di infortunio mortale nel settore delle costruzioni in Italia, con una percentuale che supera il 30% di tutti gli infortuni mortali in edilizia. Il rischio è presente in numerose attività di cantiere: lavori su coperture, montaggio e smontaggio di ponteggi, casseforme, strutture prefabbricate, lavori su scale, piattaforme e in prossimità di aperture nel vuoto. Il D.Lgs. 81/2008 definisce il lavoro in quota come ogni attività svolta ad un'altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile.

L'art. 111 stabilisce la gerarchia delle misure di protezione contro le cadute dall'alto. La priorità è data alle misure di protezione collettiva: parapetti, reti di sicurezza, impalcati. Solo quando queste non siano tecnicamente realizzabili o non offrano garanzie sufficienti si ricorre ai dispositivi di protezione individuale anticaduta (imbracature, cordini, linee vita). La scelta del sistema di protezione deve basarsi sulla valutazione del rischio specifico della lavorazione.

Le aperture nel suolo e nelle pareti devono essere protette con parapetti normali (almeno 1 metro di altezza, con corrente intermedio e tavola fermapiede) o con coperture resistenti al calpestio, fissate in modo da impedirne lo spostamento accidentale. Per i lavori su coperture, oltre ai parapetti perimetrali, è necessario valutare la portanza della copertura stessa e predisporre camminamenti sicuri. Le coperture in materiale fragile (eternit, vetro, lastre ondulate sottili) richiedono precauzioni aggiuntive: sotto-reti, tavole di ripartizione del carico e segnaletica di pericolo.

La formazione dei lavoratori sul rischio di caduta dall'alto è fondamentale e deve includere sia la parte teorica che l'addestramento pratico. I lavoratori devono conoscere i sistemi di protezione, le modalità di utilizzo dei DPI anticaduta, le procedure di lavoro sicure e le modalità di intervento in caso di emergenza (recupero della persona sospesa). L'art. 77 prevede che i DPI siano forniti con istruzioni comprensibili e che i lavoratori siano addestrati al loro corretto utilizzo.

La progettazione delle misure anticaduta deve iniziare nella fase di progettazione dell'opera. Il CSP deve individuare nel PSC le situazioni di rischio di caduta dall'alto e prescrivere le misure di prevenzione e protezione. Per le opere di nuova costruzione, è obbligatorio in molte regioni italiane prevedere dispositivi permanenti (linee vita, ancoraggi) per la manutenzione futura della copertura. L'installazione di questi dispositivi deve essere documentata nel fascicolo dell'opera.

2Seppellimento ed elettrocuzione

Il rischio di seppellimento è associato ai lavori di scavo, fondazione e sottoservizi. Il cedimento delle pareti di uno scavo può avvenire improvvisamente e con conseguenze quasi sempre fatali per i lavoratori coinvolti. L'art. 119 del D.Lgs. 81/2008 impone che gli scavi siano progettati e realizzati con idonee armature o con pareti la cui pendenza sia tale da impedire franamenti. Per scavi di profondità superiore a 1,5 metri è sempre obbligatoria la messa in opera di armature di sostegno.

Le armature degli scavi possono essere realizzate con sistemi tradizionali (tavole e puntelli in legno) o con casseforme metalliche prefabbricate (blindaggi). La scelta del sistema dipende dalla profondità dello scavo, dalla natura del terreno, dalla presenza di falda idrica e dalle sovraccarichi superficiali (edifici, strade, macchinari). Il progetto delle armature, per scavi di particolare complessità, deve essere redatto da un tecnico abilitato e tenuto in cantiere.

Le precauzioni operative per i lavori di scavo includono: la verifica della stabilità delle pareti prima dell'accesso dei lavoratori, il divieto di deposito di materiali sul bordo dello scavo, la predisposizione di vie di fuga (scale di accesso a distanza non superiore a 8 metri), la protezione del bordo superiore con parapetti o nastri di segnalazione. In caso di pioggia intensa o prolungata, i lavori nello scavo devono essere sospesi fino alla verifica della stabilità delle pareti.

L'elettrocuzione rappresenta un rischio grave in cantiere, dove convivono impianti elettrici provvisori, attrezzature portatili, umidità e conduttori scoperti. L'impianto elettrico di cantiere deve essere progettato e realizzato secondo la norma CEI 64-8/7 e deve prevedere: quadri di distribuzione protetti, interruttori differenziali da 30 mA, cavi con grado di protezione adeguato all'ambiente (almeno IP44), collegamento a terra efficace. L'impianto deve essere verificato prima della messa in servizio e periodicamente durante i lavori.

Il rischio di contatto con linee elettriche aeree o interrate è particolarmente insidioso durante l'uso di gru, autogrù, escavatori e piattaforme aeree. L'art. 83 stabilisce che non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche o impianti con parti attive non protette a distanze inferiori ai limiti stabiliti dalla tabella 1 dell'Allegato IX. Per linee fino a 1 kV la distanza minima è di 3 metri, per linee fino a 132 kV è di 5 metri. Prima dell'inizio dei lavori in prossimità di linee elettriche è necessario contattare l'ente gestore per concordare le misure di sicurezza.

La protezione dai rischi elettrici include anche la formazione specifica dei lavoratori sui pericoli dell'elettricità, sulle procedure di primo soccorso in caso di elettrocuzione e sul divieto di utilizzare attrezzature danneggiate o non conformi. I cavi di alimentazione delle attrezzature portatili devono essere protetti dal passaggio di veicoli e dal contatto con superfici taglienti. Le prese e le spine devono essere di tipo industriale, conformi alla norma CEI EN 60309.

3Rumore, vibrazioni e microclima

Il rumore è uno dei rischi più diffusi nei cantieri edili, generato dall'uso di attrezzature come martelli demolitori, seghe circolari, betoniere, compressori e mezzi di movimento terra. Il D.Lgs. 81/2008, agli articoli 187-198, recepisce la direttiva 2003/10/CE e fissa i valori limite di esposizione: valore inferiore di azione a 80 dB(A), valore superiore di azione a 85 dB(A), valore limite di esposizione a 87 dB(A) tenuto conto dell'attenuazione dei DPI uditivi.

Al superamento del valore inferiore di azione, il datore di lavoro deve mettere a disposizione dei lavoratori i DPI uditivi e informarli sui rischi derivanti dall'esposizione al rumore. Al superamento del valore superiore di azione, l'uso dei DPI diventa obbligatorio e il datore deve elaborare un programma di misure tecniche e organizzative per ridurre l'esposizione. La valutazione del rischio rumore deve essere aggiornata ogni quattro anni o in caso di modifiche significative.

Le vibrazioni meccaniche si distinguono in vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) e vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV). Le prime sono generate dall'uso di utensili vibranti (martelli pneumatici, smerigliatrici, trapani), le seconde dalla guida di mezzi di cantiere (escavatori, pale meccaniche, rulli compressori). Il D.Lgs. 81/2008 fissa valori di azione giornalieri e valori limite di esposizione per entrambe le tipologie.

Le patologie da vibrazioni includono la sindrome di Raynaud (dito bianco) per le vibrazioni mano-braccio e le lombalgie e patologie del rachide per le vibrazioni al corpo intero. Le misure di prevenzione comprendono la scelta di attrezzature a basso livello di vibrazione, la limitazione dei tempi di esposizione, la rotazione dei lavoratori, la manutenzione regolare delle attrezzature e dei sedili dei mezzi. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti oltre i valori di azione.

Il microclima nei cantieri all'aperto rappresenta un rischio spesso sottovalutato. L'esposizione a temperature estreme, sia calde che fredde, può causare colpi di calore, disidratazione, ipotermia e congelamento. Il datore di lavoro deve valutare il rischio da stress termico e adottare misure organizzative: pause aggiuntive durante le ore più calde, fornitura di acqua fresca, disponibilità di zone d'ombra, adeguamento degli orari di lavoro in caso di ondate di calore. L'INAIL riconosce come infortunio sul lavoro i colpi di calore subiti durante l'attività lavorativa.

4Polveri, agenti chimici e amianto

Le polveri di cantiere derivano da operazioni di demolizione, taglio, levigatura e perforazione di materiali edili (calcestruzzo, laterizi, pietre, legno). La silice cristallina respirabile, presente nel calcestruzzo, nelle malte e nelle pietre naturali, è classificata come cancerogeno di gruppo 1 dallo IARC. L'esposizione prolungata può causare silicosi, una fibrosi polmonare progressiva e irreversibile. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce un valore limite di esposizione professionale per la silice cristallina.

Le misure di prevenzione per le polveri includono: l'utilizzo di tecniche di lavorazione a umido per abbattere le polveri alla fonte, l'aspirazione localizzata con filtri adeguati, la ventilazione degli ambienti confinati, la delimitazione e segnalazione delle aree polverose. I DPI per le vie respiratorie (maschere FFP2 o FFP3 a seconda della concentrazione) sono necessari quando le misure tecniche non sono sufficienti a ridurre l'esposizione al di sotto dei valori limite.

Gli agenti chimici utilizzati in cantiere comprendono malte, additivi per calcestruzzo, solventi, vernici, resine, sigillanti, disarmanti e prodotti per il trattamento del legno. Molti di questi prodotti possono essere irritanti, sensibilizzanti o tossici per contatto cutaneo, inalazione o ingestione. Il datore di lavoro deve valutare il rischio chimico secondo il Titolo IX del D.Lgs. 81/2008, consultando le schede di sicurezza (SDS) fornite dai produttori e adottando le misure di prevenzione indicate.

L'amianto rappresenta un rischio particolarmente grave negli interventi di ristrutturazione e demolizione di edifici costruiti prima del 1992, anno in cui la Legge 257/1992 ne ha vietato la produzione e l'impiego. La presenza di materiali contenenti amianto (MCA) deve essere accertata prima dell'inizio dei lavori attraverso un'indagine preliminare. Se la presenza di amianto è confermata, i lavori di rimozione e bonifica devono essere eseguiti da imprese specializzate iscritte all'Albo Nazionale Gestori Ambientali, nella categoria 10.

Il piano di lavoro per la rimozione dell'amianto deve essere notificato all'ASL competente almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, ai sensi dell'art. 256. Il piano deve contenere: la descrizione delle misure di sicurezza adottate, i metodi di lavoro, le caratteristiche delle attrezzature per la decontaminazione e la protezione dei lavoratori, le modalità di smaltimento dei rifiuti. I lavoratori esposti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria specifica e iscritti nel registro degli esposti ad amianto.

La movimentazione manuale dei carichi è un rischio trasversale a tutte le attività di cantiere. L'art. 168 impone al datore di lavoro di adottare misure organizzative e mezzi appropriati per evitare la necessità di movimentazione manuale o, quando ciò non sia possibile, per ridurre il rischio. La valutazione deve seguire le indicazioni dell'Allegato XXXIII, che richiama le norme tecniche ISO 11228. Il peso massimo sollevabile in condizioni ideali è indicativamente di 25 kg per gli uomini e 15 kg per le donne, con riduzione in funzione delle condizioni ergonomiche.

5Investimento e rischi da traffico di cantiere

Il rischio di investimento da parte di mezzi in movimento è una delle principali cause di infortunio grave e mortale nei cantieri edili. Escavatori, pale meccaniche, autocarri, autobetoniere e rulli compressori operano in spazi spesso limitati, con scarsa visibilità e in prossimità di lavoratori a piedi. Il PSC deve definire la viabilità interna del cantiere, separando i percorsi pedonali da quelli veicolari e prevedendo segnaletica di cantiere, limiti di velocità e sensi unici di marcia.

Le misure di prevenzione del rischio investimento comprendono: la separazione fisica tra percorsi pedonali e veicolari mediante new-jersey, transenne o cordoli, la segnaletica stradale e di cantiere conforme al Codice della Strada e al D.M. 10/07/2002, l'utilizzo di indumenti ad alta visibilità (DPI di classe 2 o 3 conformi alla EN ISO 20471), la dotazione dei mezzi con dispositivi acustici e luminosi di retromarcia, specchi e telecamere.

La gestione del traffico veicolare in ingresso e uscita dal cantiere richiede particolare attenzione quando il cantiere si affaccia su strade pubbliche. Il piano di sicurezza deve prevedere la segnaletica temporanea di cantiere stradale, la presenza di un moviere per le manovre critiche, la pulizia delle ruote dei mezzi in uscita per evitare la dispersione di fango e detriti sulla carreggiata. Per i cantieri stradali, il D.M. 10/07/2002 disciplina in dettaglio la segnaletica temporanea e le geometrie dei cantieri.

I conduttori di mezzi di cantiere devono possedere le abilitazioni previste dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012. Le principali abilitazioni riguardano: piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE), gru a torre, gru mobile, gru su autocarro, carrelli elevatori semoventi, trattori agricoli e forestali, macchine movimento terra (escavatori idraulici, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabili a cingoli). L'abilitazione ha validità quinquennale ed è rinnovata con un corso di aggiornamento.

La manutenzione dei mezzi di cantiere è un fattore determinante per la sicurezza. Ogni mezzo deve essere sottoposto a verifiche giornaliere da parte del conduttore (controllo pre-uso) e a manutenzioni periodiche secondo le istruzioni del fabbricante. Il libretto di uso e manutenzione deve essere tenuto a bordo del mezzo. Le attrezzature di sollevamento (gru, argani, paranchi) sono soggette a verifiche periodiche da parte di INAIL o organismi abilitati, con periodicità variabile da 1 a 3 anni a seconda della tipologia.

Punti Chiave del Modulo

  • Le cadute dall'alto sono la prima causa di morte in cantiere: la protezione collettiva prevale sempre sui DPI
  • Gli scavi oltre 1,5 m richiedono sempre armature di sostegno contro il seppellimento
  • L'impianto elettrico di cantiere deve avere differenziali da 30 mA e rispettare le distanze da linee aeree
  • La silice cristallina respirabile è un cancerogeno: obbligatorie lavorazioni a umido e maschere FFP2/FFP3
  • L'amianto richiede imprese specializzate e notifica all'ASL 30 giorni prima della rimozione
  • I conducenti di mezzi di cantiere devono possedere abilitazioni specifiche con rinnovo quinquennale

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