Modulo 4 di 7
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Vie d'esodo e compartimentazione

Progettazione delle vie di fuga, larghezze minime, distanze massime, uscite di sicurezza, scale protette, compartimenti antincendio e resistenza al fuoco degli elementi separanti.

1Progettazione delle vie d'esodo: principi generali

Il sistema d'esodo rappresenta l'insieme organizzato di percorsi, spazi e dispositivi che consentono agli occupanti di un edificio di raggiungere un luogo sicuro in caso di incendio. La progettazione delle vie d'esodo e una delle discipline piu critiche della prevenzione incendi, poiche dalla sua efficacia dipende direttamente la salvaguardia della vita umana. Il Codice di Prevenzione Incendi affronta la materia nella misura S.4, declinandola in livelli di prestazione che tengono conto della tipologia degli occupanti, della loro familiarita con l'edificio e della complessita dell'attivita.

Il principio fondamentale della progettazione dell'esodo e la ridondanza: ogni punto dell'edificio deve disporre di almeno due vie d'esodo indipendenti che conducano in direzioni divergenti verso luoghi sicuri distinti. Questa regola garantisce che, qualunque sia la posizione dell'incendio, almeno un percorso rimanga accessibile agli occupanti. Fanno eccezione gli ambienti di piccole dimensioni con basso affollamento e ridotta distanza dall'uscita, per i quali il Codice ammette un'unica via d'esodo (configurazione a "corridoio cieco").

La lunghezza massima delle vie d'esodo e determinata dal profilo di rischio Rvita e dalla presenza o assenza di sistemi di protezione attiva. Il Codice fissa distanze massime differenziate per i corridoi ciechi (porzione di percorso che conduce a un'unica via d'uscita) e per i percorsi con almeno due alternative d'esodo. In generale, la distanza massima dal punto piu sfavorito all'uscita di piano non deve superare i 45-60 metri in funzione del livello di prestazione, ma il corridoio cieco e limitato a 15-30 metri. La presenza di un impianto IRAI o sprinkler consente maggiorazioni della distanza massima.

Il concetto di "luogo sicuro" e centrale nella progettazione dell'esodo. Il Codice distingue tra luogo sicuro temporaneo (spazio protetto dal fuoco dove gli occupanti possono sostare in attesa del soccorso o del completamento dell'esodo) e luogo sicuro (spazio all'aperto o in area non interessata dall'incendio dove la sicurezza degli occupanti e garantita). Per gli edifici alti o complessi, la progettazione prevede spazi calmi (aree di sosta protette all'interno dell'edificio per persone con disabilita in attesa dell'assistenza per l'esodo) e sistemi di comunicazione con il centro di gestione delle emergenze.

La segnaletica di sicurezza lungo le vie d'esodo deve rispondere ai requisiti della UNI EN ISO 7010 e del D.Lgs. 81/2008. I cartelli direzionali indicano il percorso verso le uscite, la segnaletica fotoluminescente garantisce la visibilita anche in assenza di alimentazione elettrica, e l'illuminazione di emergenza assicura un livello minimo di illuminamento (1 lux lungo le vie d'esodo, 5 lux in corrispondenza delle uscite e dei punti di pericolo). L'illuminazione di emergenza deve attivarsi automaticamente entro 5 secondi dall'interruzione dell'alimentazione ordinaria e mantenere la funzionalita per almeno 1 ora.

2Larghezze minime, uscite di sicurezza e corridoi ciechi

La larghezza delle vie d'esodo e dimensionata in funzione del massimo affollamento previsto (calcolato applicando i parametri di densita di affollamento del Codice alla superficie dell'ambiente), della capacita di deflusso dell'uscita e della velocita di percorrenza degli occupanti. La larghezza minima di un percorso d'esodo non deve essere inferiore a 90 cm per consentire il passaggio di una persona con mobilita ridotta o di un soccorritore con attrezzatura. Le uscite di sicurezza hanno una larghezza minima di 90 cm (un modulo) e sono dimensionate per multipli di 60 cm (un modulo base = 60 cm, consente il passaggio di circa 50 persone al minuto).

Le uscite di sicurezza devono aprirsi nel senso dell'esodo (verso l'esterno rispetto alla direzione di fuga) quando l'affollamento del locale supera le 50 persone o quando previsto dalla regola tecnica applicabile. I dispositivi di apertura devono essere del tipo a barra antipanico conformi alla UNI EN 1125 (manovra con barra orizzontale su tutta la larghezza della porta) o del tipo a maniglione antipanico conforme alla UNI EN 179 (manovra con leva). L'apertura deve essere garantita anche in caso di interruzione dell'alimentazione elettrica dei sistemi di controllo accessi.

I corridoi ciechi rappresentano la configurazione di maggior rischio per l'esodo, in quanto gli occupanti che li percorrono si muovono in un'unica direzione e, se l'incendio blocca l'uscita, restano intrappolati. Il Codice limita rigorosamente la lunghezza dei corridoi ciechi in funzione del profilo di rischio: da 15 metri per le situazioni piu gravose (occupanti dormenti o con disabilita) fino a 30 metri per le attivita con occupanti vigili e familiari con l'edificio, con possibilita di maggiorazione in presenza di impianti di rivelazione e sprinkler.

Il dimensionamento complessivo del sistema d'esodo segue il criterio del tempo disponibile sicuro (ASET — Available Safe Egress Time) che deve essere superiore al tempo necessario per l'esodo (RSET — Required Safe Egress Time). Il RSET comprende il tempo di rivelazione dell'incendio, il tempo di allarme, il tempo di pre-movimento (riconoscimento dell'allarme e decisione di evacuare) e il tempo di percorrenza fino al luogo sicuro. La progettazione prestazionale dell'esodo, prevista ai livelli piu elevati della misura S.4, utilizza modelli di simulazione dell'esodo (software come Pathfinder o Simulex) per verificare che ASET > RSET in tutti gli scenari di incendio credibili.

Le porte lungo le vie d'esodo devono possedere caratteristiche specifiche: apertura nel senso dell'esodo, resistenza al fuoco adeguata quando separano compartimenti diversi, chiusura automatica con dispositivi certificati (chiudiporta conformi alla UNI EN 1154), possibilita di ritenzione in posizione aperta con magneti collegati all'IRAI (rilascio automatico in caso di allarme incendio). Le porte scorrevoli sono ammesse lungo le vie d'esodo solo se dotate di sistema di apertura a spinta nella direzione dell'esodo indipendente dal meccanismo scorrevole.

3Scale protette, scale a prova di fumo e filtri

Le scale rappresentano l'elemento cruciale dell'esodo verticale negli edifici multipiano. Il Codice di Prevenzione Incendi classifica le scale in funzione del livello di protezione offerto contro la penetrazione dei fumi e del calore. Le scale aperte (non protette) sono ammesse solo per edifici bassi con rischio limitato. Le scale protette sono racchiuse in un vano scala compartimentato con elementi di resistenza al fuoco adeguata, accessibile direttamente dai piani tramite porte resistenti al fuoco a chiusura automatica.

Le scale a prova di fumo garantiscono il massimo livello di protezione: l'accesso al vano scala avviene attraverso un filtro a prova di fumo, ovvero uno spazio compartimentato e ventilato (naturalmente o meccanicamente) che impedisce la penetrazione dei fumi nel vano scala anche in caso di apertura contemporanea delle porte su piu piani. Il filtro deve avere una superficie minima di aerazione naturale (almeno 1 m2 di apertura verso l'esterno) oppure essere dotato di un sistema di pressurizzazione che mantiene una sovrapressione positiva rispetto al piano in fiamme.

La pressurizzazione dei vani scala e dei filtri rappresenta una soluzione tecnologica avanzata particolarmente impiegata negli edifici alti. Il sistema immette aria esterna nel vano scala mediante ventilatori dedicati, creando una sovrapressione (tipicamente 50 Pa con tutte le porte chiuse) che impedisce l'ingresso dei fumi anche in caso di apertura delle porte. La norma UNI EN 12101-6 disciplina la progettazione dei sistemi di pressurizzazione differenziale, definendo i requisiti di portata d'aria, pressione differenziale e velocita dell'aria attraverso le porte aperte.

La larghezza delle scale d'esodo e dimensionata con gli stessi criteri dei percorsi orizzontali, con una larghezza minima di 120 cm per le scale che servono piu di 10 persone. La pendenza delle rampe e regolata dal rapporto alzata/pedata (tipicamente alzata 16-18 cm, pedata 27-30 cm) per garantire una percorrenza sicura anche in condizioni di emergenza. I pianerottoli intermedi devono avere una profondita almeno pari alla larghezza della rampa. Le ringhiere e i corrimano devono resistere alla spinta orizzontale della folla in evacuazione.

Per gli edifici di grande altezza (oltre 24 metri per gli edifici civili, oltre 32 metri per gli edifici industriali), il Codice impone requisiti aggiuntivi: scale a prova di fumo obbligatorie, ascensore antincendio, sistema di comunicazione vocale per l'esodo (EVAC), compartimentazione rafforzata e livelli di prestazione elevati per tutte le misure antincendio. L'ascensore antincendio, conforme alla UNI EN 81-72, e riservato alle squadre di soccorso e consente il trasporto di attrezzature e l'evacuazione assistita di persone con disabilita.

4Compartimentazione antincendio e protezione strutturale

La compartimentazione antincendio e la suddivisione dell'edificio in volumi confinati da elementi costruttivi di adeguata resistenza al fuoco (muri, solai, porte) che impediscono la propagazione dell'incendio e dei fumi da un compartimento all'altro per un tempo prestabilito. Lo scopo primario e proteggere le vie d'esodo, limitare l'estensione del danno, facilitare l'intervento delle squadre di soccorso e ridurre il rischio di collasso strutturale progressivo.

La superficie massima del compartimento antincendio e determinata dal Codice in funzione del profilo di rischio, della quota del piano e della presenza di impianti di protezione attiva. Per un'attivita con profilo Rvita medio, la superficie massima tipica varia da 4.000 a 8.000 m2 ai piani fuori terra, riducendosi significativamente per i piani interrati (dove le condizioni di esodo sono piu gravose). La presenza di un impianto sprinkler conforme consente maggiorazioni della superficie compartimentale fino al raddoppio, grazie all'efficacia del controllo automatico dell'incendio.

Gli elementi compartimentanti devono possedere una resistenza al fuoco almeno pari alla classe del compartimento. Le pareti compartimentanti sono tipicamente classificate EI (tenuta + isolamento), mentre i solai compartimentanti devono possedere anche la capacita portante (REI). Le porte dei compartimenti antincendio devono essere classificate EI con chiusura automatica (dispositivo chiudiporta) e, se mantenute normalmente aperte per ragioni funzionali, devono essere dotate di sistema di ritenzione magnetica collegato all'IRAI per la chiusura automatica in caso di allarme.

Gli attraversamenti impiantistici dei muri e dei solai compartimentanti rappresentano punti critici della compartimentazione. Ogni tubazione, cavo elettrico, canale di ventilazione o condotto che attraversa un elemento compartimentante crea una potenziale via di propagazione dell'incendio e dei fumi. Il ripristino della resistenza al fuoco si ottiene mediante sigillature antincendio (malte intumescenti, collari tagliafuoco, sacchetti intumescenti) certificate per la specifica configurazione di attraversamento e installate da personale qualificato.

Le facciate continue (curtain wall) e le facciate ventilate richiedono attenzione particolare sotto il profilo della compartimentazione. La fascia di interpiano — la porzione di facciata compresa tra il bordo superiore del solaio compartimentante e il bordo inferiore del serramento del piano superiore — deve impedire la propagazione dell'incendio tra piani consecutivi. Il Codice prescrive che la fascia di interpiano possegga una resistenza al fuoco almeno EI 30 per un'altezza minima di 1 metro, oppure che siano adottate misure compensative come l'aggetto del solaio o la protezione sprinkler del perimetro.

La progettazione della compartimentazione richiede un approccio integrato che consideri simultaneamente la resistenza al fuoco degli elementi strutturali, la tenuta delle chiusure (porte, serramenti, sigillature), la protezione degli attraversamenti impiantistici e il comportamento delle facciate. Il progettista deve inoltre verificare che la compartimentazione sia coerente con il sistema d'esodo (le vie di fuga devono attraversare compartimenti protetti) e con la strategia complessiva di gestione dell'emergenza.

Punti Chiave del Modulo

  • Ogni punto dell'edificio deve disporre di almeno due vie d'esodo indipendenti
  • I corridoi ciechi sono limitati a 15-30 metri in funzione del profilo di rischio
  • Le scale a prova di fumo accedono tramite filtro ventilato con sovrapressione 50 Pa
  • La superficie del compartimento varia da 4.000 a 8.000 m2 con possibile raddoppio per sprinkler
  • Gli attraversamenti impiantistici richiedono sigillature antincendio certificate

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