Modulo 5 di 7
~60 min

Impianti antincendio

Estintori, idranti, sprinkler, impianti a gas, IRAI, sistemi EVAC e impianti di controllo naturale e forzato di fumo e calore (SENFC, SEFFC).

1Estintori: classificazione, dimensionamento e posizionamento

Gli estintori portatili e carrellati rappresentano il primo presidio antincendio di intervento manuale e sono obbligatori in tutte le attivita soggette ai controlli di prevenzione incendi. La norma UNI EN 3 definisce le caratteristiche costruttive e prestazionali degli estintori portatili (massa complessiva fino a 20 kg), mentre la UNI EN 1866 disciplina gli estintori carrellati (massa superiore a 20 kg). La scelta del tipo di estintore dipende dalle classi di incendio presenti nell'attivita: estintori a polvere ABC per la copertura polivalente, estintori a CO2 per ambienti con apparecchiature elettriche, estintori a schiuma per liquidi infiammabili, estintori idrici per incendi di classe A.

Il dimensionamento della dotazione di estintori segue i criteri del Codice di Prevenzione Incendi (misura S.6, livello di prestazione I) e della norma UNI 9994-1. La capacita estinguente minima e espressa in rating (ad esempio 34A 233BC per un estintore a polvere da 6 kg) e deve essere commisurata alla superficie protetta e al rischio incendio dell'attivita. Il Codice prevede una dotazione minima di un estintore ogni 200 m2 di superficie, con una distanza massima di 30 metri tra qualsiasi punto dell'attivita e l'estintore piu vicino.

Il posizionamento degli estintori deve seguire criteri di visibilita e accessibilita: installazione a parete con il dispositivo di presa a un'altezza compresa tra 80 e 120 cm dal piano di calpestio, segnalazione mediante cartello conforme alla UNI EN ISO 7010, protezione da urti e agenti atmosferici. Gli estintori non devono essere collocati dietro porte, all'interno di armadietti chiusi a chiave o in posizioni che richiedano l'uso di scale o attrezzature per il prelievo. La manutenzione periodica, disciplinata dalla UNI 9994-2, prevede sorveglianza (semestrale), controllo (semestrale), revisione (intervallo variabile in funzione dell'agente estinguente) e collaudo (secondo le norme ISPESL/INAIL).

Per le attivita con rischi specifici — depositi di liquidi infiammabili, centrali termiche, cucine professionali, laboratori chimici — il progettista deve prevedere estintori dedicati con agenti estinguenti specifici e capacita estinguente maggiorata. Le cucine professionali richiedono estintori di classe F con agente estinguente a base di acetato di potassio. I depositi di metalli combustibili necessitano di estintori di classe D con polvere speciale. Le sale server e i locali CED sono tipicamente protetti con estintori a CO2 per evitare danni ai componenti elettronici.

La formazione del personale sull'uso degli estintori e un requisito essenziale della gestione della sicurezza antincendio. Il DM 2 settembre 2021 prevede che gli addetti antincendio siano formati con esercitazioni pratiche di spegnimento, distinguendo tre livelli di formazione (Livello 1, 2 e 3) in funzione della complessita dell'attivita. L'esperienza dimostra che un estintore impiegato nei primi 2-3 minuti dall'innesco dell'incendio puo risolvere la quasi totalita degli incendi in fase iniziale, rendendo la prontezza e la competenza del personale un fattore determinante per la sicurezza.

2Idranti e reti idriche antincendio

La rete idranti rappresenta il sistema di protezione attiva manuale per gli incendi che superano la capacita estinguente degli estintori. La progettazione, l'installazione e l'esercizio delle reti idranti sono disciplinati dalla norma UNI 10779 e dalle norme europee della serie UNI EN 671. Il sistema si compone di un'alimentazione idrica dedicata (riserva idrica e gruppo di pompaggio), una rete di tubazioni fisse, gli idranti di erogazione (naspi UNI EN 671-1, idranti a muro UNI EN 671-2, idranti a colonna soprasuolo) e gli attacchi di mandata per l'alimentazione da parte dei Vigili del Fuoco.

I naspi (UNI EN 671-1) sono dotati di tubazione semirigida avvolta su bobina, con diametro interno di 20 o 25 mm, alimentati a pressione permanente. La loro portata tipica e di 35-60 litri al minuto con una pressione residua di 2 bar all'ugello. Sono indicati per un primo intervento da parte del personale non specializzato, grazie alla semplicita d'uso (la tubazione semirigida consente l'erogazione anche senza lo srotolamento completo della bobina). Gli idranti a muro (UNI EN 671-2) utilizzano tubazione piatta di diametro 45 o 70 mm, richiedono lo srotolamento completo prima dell'uso e garantiscono portate superiori (120-300 litri al minuto), adatte all'intervento di squadre antincendio addestrate.

L'alimentazione idrica antincendio deve garantire portata e pressione adeguate per la durata minima prevista dal progetto (tipicamente 60-120 minuti). La norma UNI EN 12845 classifica le alimentazioni idriche in base all'affidabilita: alimentazione singola superiore (acquedotto con caratteristiche garantite), alimentazione combinata (riserva + pompe), doppia alimentazione (due fonti indipendenti). Il gruppo di pompaggio antincendio, conforme alla UNI EN 12845, comprende tipicamente una elettropompa principale, una motopompa diesel di riserva (per garantire il funzionamento anche in assenza di alimentazione elettrica) e una pompa pilota (jockey) per il mantenimento della pressione nella rete.

Il dimensionamento della rete idranti tiene conto del numero di idranti da considerare simultaneamente operativi (tipicamente 2-4 in funzione della classe di rischio), della portata minima per ciascun idrante, della pressione residua richiesta all'idrante piu sfavorito e delle perdite di carico nelle tubazioni. Il calcolo idraulico viene eseguito con il metodo dell'area operativa o con software specializzati che risolvono le equazioni della fluidodinamica nelle reti in pressione. Le tubazioni sono in acciaio zincato o in acciaio nero protetto con verniciatura antincendio, con giunzioni filettate, scanalate o saldate.

L'attacco di mandata per i Vigili del Fuoco, tipicamente collocato in prossimita dell'accesso principale dell'edificio, consente alle autopompe VVF di alimentare direttamente la rete idranti interna in caso di insufficienza dell'alimentazione autonoma. L'attacco e del tipo UNI 70 (raccordo storz) ed e collegato alla rete tramite valvola di non ritorno che impedisce il riflusso dell'acqua. La segnaletica deve indicarne chiaramente la posizione con cartello conforme. La manutenzione periodica della rete idranti, prevista dalla UNI 10779, comprende verifiche semestrali della funzionalita dei componenti e prove annuali di portata e pressione.

3Impianti sprinkler e impianti di estinzione a gas

Gli impianti sprinkler (o a pioggia) costituiscono il sistema di protezione attiva automatica piu diffuso e affidabile per il controllo e l'estinzione degli incendi. La norma di riferimento e la UNI EN 12845, che disciplina la progettazione, l'installazione e la manutenzione degli impianti sprinkler ad acqua. Il sistema si compone di una rete di tubazioni fisse installate a soffitto, dotate di testine sprinkler (erogatori) che si attivano singolarmente per fusione dell'elemento termosensibile (bulbo di vetro o elemento fusibile metallico) quando la temperatura raggiunge il valore di taratura (tipicamente 68 o 93 gradi Celsius).

La classificazione degli impianti sprinkler prevede diverse configurazioni in funzione delle condizioni operative. L'impianto "a umido" (wet pipe) mantiene le tubazioni permanentemente riempite d'acqua ed e il piu reattivo (attivazione in 30-60 secondi dall'apertura della testina). L'impianto "a secco" (dry pipe) mantiene le tubazioni in pressione con aria o azoto ed e impiegato in ambienti soggetti a gelo. L'impianto "a preazione" (pre-action) combina la rivelazione automatica con l'apertura di una valvola di allagamento ed e utilizzato in ambienti sensibili all'acqua (musei, archivi, sale server). L'impianto "a diluvio" (deluge) eroga acqua contemporaneamente da tutte le testine aperte ed e destinato ad attivita ad alto rischio (depositi di liquidi infiammabili, hangar aeroportuali).

Il dimensionamento degli impianti sprinkler si basa sulla classificazione del rischio dell'attivita in tre categorie: rischio leggero (LH — Light Hazard), rischio ordinario (OH — Ordinary Hazard, suddiviso in OH1-OH4) e rischio elevato (HH — High Hazard, suddiviso in HHP e HHS). Per ciascuna categoria, la norma UNI EN 12845 specifica la densita di scarica minima (litri/minuto per metro quadrato), l'area operativa (superficie massima simultaneamente alimentata) e la durata minima di funzionamento. Ad esempio, per un rischio ordinario OH2, la densita minima e di 5 l/min/m2 su un'area operativa di 144 m2 per una durata di 60 minuti.

Gli impianti di estinzione a gas sono impiegati per la protezione di ambienti dove l'acqua provocherebbe danni inaccettabili o dove e necessaria un'estinzione rapida e totale. I gas inerti (IG-55 Argonite, IG-541 Inergen, IG-01 Argon) agiscono per riduzione della concentrazione di ossigeno nel locale protetto al di sotto della soglia di combustione (tipicamente al 12-14%). I gas chimici (FK-5-1-12 Novec 1230, HFC-227ea) agiscono per assorbimento del calore e inibizione chimica della combustione. La progettazione segue le norme UNI EN 15004 (gas inerti) e UNI ISO 14520 (gas chimici).

L'attivazione degli impianti a gas avviene tramite un sistema di rivelazione dedicato che comanda lo scarico del gas nel locale protetto dopo un tempo di pre-allarme (tipicamente 30-60 secondi) durante il quale un allarme acustico e visivo avverte gli eventuali occupanti di abbandonare il locale. La tenuta del locale e un requisito critico: il vano deve possedere un'ermeticita sufficiente a mantenere la concentrazione di estinzione per almeno 10 minuti (tempo di mantenimento). Il "door fan test" (prova di tenuta con ventilatore calibrato) e obbligatorio prima della messa in servizio dell'impianto per verificare l'integrita delle chiusure.

La scelta tra impianto sprinkler e impianto a gas dipende dalla tipologia dell'attivita, dal valore dei beni protetti e dalle condizioni operative. Gli sprinkler sono preferiti per le attivita generiche grazie all'elevata affidabilita, al costo contenuto e alla capacita di controllare incendi anche di grandi dimensioni. I sistemi a gas sono riservati ad applicazioni specifiche dove i danni collaterali dell'acqua sarebbero inaccettabili o dove la natura del rischio richiede un'estinzione istantanea e totale. In alcuni casi, i due sistemi coesistono nello stesso edificio a protezione di aree diverse.

4IRAI, EVAC e sistemi di controllo fumo e calore

L'Impianto di Rivelazione Automatica d'Incendio (IRAI), disciplinato dalla norma UNI 9795, e il sistema nervoso della protezione antincendio dell'edificio. La sua funzione e rilevare precocemente l'incendio in fase iniziale e attivare le azioni automatiche di protezione: allarme sonoro e visivo, chiusura delle porte tagliafuoco, attivazione dei sistemi di evacuazione fumo e calore, blocco dell'impianto di ventilazione, richiamo degli ascensori al piano di uscita, segnalazione alla centrale operativa VVF. Il sistema si compone di rivelatori (puntiformi, lineari, ad aspirazione), pulsanti manuali, centrale di controllo, dispositivi di allarme e interfacce con gli altri impianti.

I rivelatori automatici si classificano in base al fenomeno rilevato. I rivelatori ottici di fumo (puntiformi o lineari) rilevano la presenza di particelle di combustione in sospensione nell'aria mediante diffusione o oscuramento di un fascio luminoso. I rivelatori termici rilevano l'innalzamento della temperatura (termovelocimetrici) o il superamento di una soglia (termostatici). I rivelatori di fiamma rilevano la radiazione infrarossa o ultravioletta emessa dalle fiamme. I rivelatori ad aspirazione (ASD — Aspirating Smoke Detection) aspirano campioni d'aria attraverso una rete di tubazioni e li analizzano in una camera ottica centralizzata, raggiungendo sensibilita estremamente elevate adatte alla protezione di sale server, magazzini automatizzati e ambienti con soffitti molto alti.

Il sistema EVAC (Emergency Voice Alarm Communication) integra la funzione di allarme con la diffusione di messaggi vocali preregistrati o in tempo reale per guidare l'evacuazione degli occupanti. La norma di riferimento e la UNI EN 54-16 (centrali di allarme vocale) e la UNI EN 54-24 (altoparlanti). L'EVAC e obbligatorio per le attivita con elevato affollamento o complessita (centri commerciali, aeroporti, stazioni ferroviarie, grattacieli) e consente di gestire l'evacuazione per fasi, indirizzando gli occupanti verso le uscite piu sicure in funzione della posizione dell'incendio. La qualita del messaggio vocale e un fattore critico: l'intelligibilita deve raggiungere uno STI (Speech Transmission Index) minimo di 0,50.

I Sistemi di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC) utilizzano aperture (evacuatori) in copertura o nella parte alta delle pareti perimetrali per consentire la fuoriuscita dei fumi caldi sfruttando la spinta di galleggiamento (effetto camino). La norma di riferimento e la UNI EN 12101-2 per gli evacuatori naturali. Il dimensionamento segue la UNI 9494-1, che determina la Superficie Utile di Evacuazione (SUE) in funzione della superficie del compartimento, dell'altezza dell'ambiente e della velocita di combustione prevista. Le aperture di afflusso dell'aria fresca alla base dell'ambiente sono essenziali per il funzionamento del sistema e devono avere una superficie almeno pari alla SUE.

I Sistemi di Evacuazione Forzata di Fumo e Calore (SEFFC) impiegano ventilatori meccanici per estrarre i fumi dal compartimento. Sono utilizzati negli ambienti interrati, nei parcheggi sotterranei, nei tunnel e negli edifici dove la ventilazione naturale e insufficiente o inaffidabile. La progettazione segue la UNI 9494-2 e richiede ventilatori certificati per il funzionamento ad alta temperatura (tipicamente 400 gradi Celsius per 2 ore), condotti di estrazione con resistenza al fuoco adeguata e un sistema di alimentazione elettrica di sicurezza. Il dimensionamento tiene conto della portata volumetrica dei fumi prodotti dall'incendio, della velocita dell'aria nei condotti e della depressione necessaria per impedire la fuoriuscita dei fumi dalle aperture non controllate.

Punti Chiave del Modulo

  • Estintori: dotazione minima 1 ogni 200 m2, distanza massima 30 m da qualsiasi punto
  • Reti idranti: alimentazione con elettropompa + motopompa diesel di riserva
  • Sprinkler UNI EN 12845: attivazione individuale per fusione del bulbo termosensibile
  • Impianti a gas per ambienti sensibili all'acqua (server, archivi, musei)
  • IRAI (UNI 9795) integra rivelazione, allarme e comando automatico degli impianti
  • SENFC e SEFFC garantiscono l'evacuazione dei fumi per via naturale o forzata

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